di Uaar
Il 3 novembre scorso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha detto «no» ai crocifissi in classe, pronunciandosi sul ricorso di S.L., una cittadina italiana, socia UAAR. L’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ha infatti promosso, sostenuto e curato tecnicamente l’iter giuridico, che era già passato da Tar del Veneto, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato. Quest’ultimo aveva stabilito la legittimità della presenza del crocifisso in classe, adottando per di più la formula del «crocifisso quale simbolo della laicità dello Stato»: una linea chiaramente sconfessata da Strasburgo.
È stato un grande giorno per la laicità italiana: l’UAAR è dovuta ricorrere all’Europa per avere ragione, ma finalmente la laicità dello Stato italiano, affermata da tutti a parole, ha trovato conferma in un provvedimento epocale. E’ assurdo che bambini anche di pochi anni siano costretti a subire l’inevitabile condizionamento indotto dalla presenza del simbolo di una sola confessione religiosa.





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