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Carmelo Bene

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Carmelo Bene:«“togliere” Leopardi dalla sua poesia.»

di Andrea Balietti
12 Settembre 1987: Invitato dal comune di Recanati a recitare i Canti di Giacomo Leopardi in piena piazza, Carmelo Bene accetta di buon grado tuttavia col “rifiuto del portar la voce”, declinando cioè la recita, il recital, l’asciutta parte di “cantor vago”, con la premessa di dare corpo piuttosto che voce e vocalizzo ai versi del poeta.

L’Apocalisse è una festa

  di Adriano Ercolani   Da alcuni mesi, nelle mie letture digitali, mi è capitato di incontrare un nome ricorrente, a firma di articoli ben scritti e solidamente strutturati su temi a me cari: l’opera di Tarkovskij, il cinema di Carmelo Bene, la cosmogonia gnostica, gli archetipi (in un’accezione sorprendentemente non junghiana). Il nome è quello di Ludovico Cantisani. Colpito dalla preparazione indubbia e la forsennata prolificità (tratto che mi ha suggerito un’immediata vicinanza...

Corpi anonimi in una stanza empia

  di Luca Ingrassia     «Ero ossessionato dalla colonizzazione della nostra coscienza da parte dei media, in particolare nei paesi occidentali e capitalistici, la loro formazione delle nostre identità e la loro formulazione delle ansie che spingono a consumare: un fenomeno recente che ha avuto inizio solo alla fine della seconda guerra mondiale, quando la pubblicità e la produzione si sono amplificate e le aziende hanno dovuto creare bisogni. Al giorno...

Carmelo Bene e Luisa Viglietti: una storia estromessa

  di Alessio Paiano     Quando si tratta del fenomeno Carmelo Bene ci si trova sempre di fronte a due poli che ruotano uno sull’altro, la vita e l’opera, che si completano e si respingono allo stesso tempo; così diventa necessario, per una ricognizione completa dell’artista, integrare una dimensione con l’altra per colmare spazi vuoti o irrisolti. Non accade raramente di riscontrare tra i superstiti/seguaci del fenomeno CB (o presunti tali) delle...

“Anch’io cercavo il miracolo”. Il Bebuquin di Carl Einstein

      È uscito per Giometti & Antonello Bebuquin o I dilettanti del miracolo, romanzo dello scrittore tedesco Carl Einstein pubblicato nel 1912; in Italia, fu stampato per la prima volta dalle edizioni De Donato e troppo frettolosamente dimenticato. Oltre al romanzo, gli editori propongono in appendice alcuni saggi di Einstein a cura di Giusi Zanasi, che si è occupata anche della splendida introduzione.  Vi è, in queste pagine, una luminosa volontà di musicare la...

Performative arts today – parte seconda


di Giorgiomaria Cornelio

seconda parte

Un secondo momento della giornata è stato dedicato al teatro come studio della polifonia scientifica e come passe-partout a rimedio delle mortificazioni settoriali. L’incontro, tenuto dal regista e direttore del Minimo Teatro Maurizio Boldrini a partire dalla sua “Lezione su Carmelo Bene” (Nazione Indiana si era già occupata di questo volume), è stato introdotto da un intervento di Gianluca Pulsoni (ricercatore e giornalista del Manifesto) indirizzato a restituire il timbro degenere di Carmelo Bene oltre le demarcazioni geografiche.

LEZIONE SU CARMELO BENE

di Giorgiomaria Cornelio         "E’ stato detto e scritto che Carmelo Bene non ha eredi, è falso. Sono eredi tutti coloro che, rintracciando nella sua opera quell’alito che continua a cantare oltre le sue contingenze linguistiche e biografiche, sanno e sapranno registrarlo, custodirlo, innestarlo nella propria disciplina a salute della conoscenza.”*   Nel Giugno di quest’anno è stato pubblicato, per la collana “Minimo Teatro”, il libro Lezione su Carmelo Bene di Maurizio Boldrini, compendio affrancato dalla pretesa di...

Ritorno ad Alphaville

di Stefano Felici Breve prologo per stare al gioco Amleto, scampato al tragico epilogo, vive ormai da tempo imprecisato a Roma sud, in un monolocale, e una sera, a tanto per non annoiarsi, si ritrova a fare un lezioso ego-surfing, col suo tablet, su un portale di cinema.               Arrivo al fondo dell'elenco con un solo e velocissimo colpo dito-polso; i titoli dei film scorrono saettanti uno dopo l'altro, dal basso: le locandine e le stelle da...

L’urlo e la musica: la scrittura della voce in Céline

 di Andrea Inglese … la voce umana, il suono meno ragionevole in tutta la natura… Italo Svevo Nell’affrontare un tema arduo come il rapporto tra il romanzo e la musica nel Novecento, ho scelto di pormi consapevolmente in un’ottica eccentrica, interessandomi alla questione della voce. La voce, infatti, è una sorta di entità ambigua e spettrale, che abita sia il romanzo sia la musica, ma in modo problematico e sfuggente. Di primo...

Do you remember Sylvano Bussotti?

https://www.youtube.com/watch?v=omtEsBMQ1go Recital Majakovskij Da “Un male incontenibile – Sylvano Bussotti artista senza confini” – di Luigi Esposito – ed. Bietti, Milano 2013) Prima biografia ufficiale approvata da Sylvano Bussotti   «Il peggio che può capitare ad un artista è di essere compreso», affermava Carmelo Bene nelle sue Lezioni sull’arte, e dava una esplicitazione chiara, legata al mondo della mercanzia e al gusto del pubblico, spesso manovrato e pilotato dalla condotta editoriale di gente d’apparato, e...

Editori per bene, in vista – XXVII edizione del Salone del Libro di Torino

    Ieri si è inaugurata la ventisettesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino che si svolgerà dall'8 al 12 maggio. Per il 2014 il paese ospite candidato è la Santa Sede. Ecco perchè molte sono le iniziative dedicate ai Poeti e ai Navigatori. Che la scelta del paese ospite di quest'anno sia per caso legata alla convinzione che ormai solo un miracolo potrà salvare l'Atlantide della letteratura, cartacea...

Radical kitsch: il capitale umano e la Repubblica di Salòt

di Francesco Forlani La parola kitsch è davvero magica; tra le poche parole al mondo universali, è l’unica in grado di diventare quello che nomina semplicemente perdendo una lettera: Kitch. Mentre le patrie lettere sfornano uno dopo l’altro “capolavori del pensiero” e del cinema, da salotto a salotto, che si tratti degli “interni” delle case borghesi o di quelli internisti degli studi televisivi, mi dico che forse solo una critica partigiana...

Note-book: La lucina di Antonio Moresco

Nota di lettura di Silvana Farina È come se a Moresco non interessasse la letteratura in sé ma riflettesse sul perché fare letteratura, sul perché scrivere e su che cosa questo significhi per lui. Spesso, anche se gli scrittori amano molto la letteratura, la scrittura stessa, non riflettono su di essa, né sul rapporto tra la letteratura e se stessi. Al contrario, Moresco ha pensato molto alla relazione tra la sua persona...

Due modi per occuparsi sbrigativamente di James Joyce

di Giuseppe Zucco   Così Jonathan Franzen: In uno dei suoi saggi parla con freddezza dell’Ulisse di Joyce. Ovviamente stiamo parlando di un grande capolavoro per il quale provo un’enorme ammirazione, tuttavia ritengo che sia un progetto letterario freddo, paragonato a esempio a quello che è riuscito a fare Beckett per descrivere l’orrore dell’esistenza e creare un testo sperimentale che corrispondesse a quel sentimento. Non si tratta di una questione di grandezza, ma...

Carmelo Bene: la chimera

Esattamente dieci anni fa moriva Carmelo Bene (Campi Salentina (Le) 1937 – Roma 16 marzo 2002): La chimera (circa 1913), dai Canti orfici di Dino Campana (Marradi (Fi) 1885- Scandicci 1932) Non so se tra rocce il tuo pallido Viso m'apparve, o sorriso Di lontananze ignote Fosti, la china eburnea Fronte fulgente o giovine Suora de la Gioconda: O delle primavere Spente, per i tuoi mitici pallori O Regina o Regina adolescente: Ma per il tuo ignoto poema Di voluttà e...

The Wonderful Widow of Eighteen Springs [James Joyce&John Cage]

notte dopo notte navigando nel silenzio...
Isobel...
occhi di boschi selvaggi e capelli di primula,
nella quiete,
tutti i boschi così selvaggi,
in malva di muschio e rugiada di lauri

Bene, Grazie!

Intervista ad Anna Maria Papi 1 a cura di Francesco Forlani (Pubblicata in formato rivista e...

Alfa Zeta per Alfa Beta: f come frustrazioni

«Forare la pellicola del paesaggio» scriveva il poeta Biagio Cepollaro nel secolo scorso. Così tra noi e il mondo, tra noi e le esperienze del mondo sembra oggi più che mai ispessito - al punto di sembrarci indistruttibile- un velo che pare aver sottratto al mondo, alla realtà la sua porosità, la capacità di assorbire e rendere, in ogni forma di vita partecipata, uno dopo l'altro i linguaggi in...
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NOTE
  1. Il nuovo numero di Reportage ha dedicato ben 14 pagine all'intervista che leggerete nella sua versione integrale. Un reportage con decine di foto inedite che Anna Maria ha messo a disposizione dei lettori insieme ai ricordi ma soprattutto all'infinito talento letterario che le è proprio. Un estratto è stato pubblicato sull'Unità il 30 dicembre scorso