Tag: Carmelo Bene

Performative arts today – parte seconda


di Giorgiomaria Cornelio

seconda parte

Un secondo momento della giornata è stato dedicato al teatro come studio della polifonia scientifica e come passe-partout a rimedio delle mortificazioni settoriali. L’incontro, tenuto dal regista e direttore del Minimo Teatro Maurizio Boldrini a partire dalla sua “Lezione su Carmelo Bene” (Nazione Indiana si era già occupata di questo volume), è stato introdotto da un intervento di Gianluca Pulsoni (ricercatore e giornalista del Manifesto) indirizzato a restituire il timbro degenere di Carmelo Bene oltre le demarcazioni geografiche.

LEZIONE SU CARMELO BENE

di Giorgiomaria Cornelio

“E’ stato detto e scritto che Carmelo Bene non ha eredi, è falso. Sono eredi
tutti coloro che, rintracciando nella sua opera quell’alito che continua a cantare
oltre le sue contingenze linguistiche e biografiche, sanno e sapranno registrarlo,
custodirlo, innestarlo nella propria disciplina a salute della conoscenza.”*

 

Nel Giugno di quest’anno è stato pubblicato, per la collana “Minimo Teatro”, il libro Lezione su Carmelo Bene di Maurizio Boldrini, compendio affrancato dalla pretesa di essere totale e quindi studio dei singoli materiali, dei reperti lavati dallo storicismo mirabolante che li ha già predisposti, fissati come tinte del genio.… Leggi il resto »

Ritorno ad Alphaville

di

Stefano Felici

Breve prologo per stare al gioco


Amleto, scampato al tragico epilogo,

vive ormai da tempo imprecisato a Roma sud,

in un monolocale, e una sera, a tanto per non annoiarsi,

si ritrova a fare un lezioso ego-surfing, col suo tablet,

su un portale di cinema.… Leggi il resto »

L’urlo e la musica: la scrittura della voce in Céline

Céline mini di Andrea Inglese

… la voce umana, il suono meno ragionevole in tutta la natura…
Italo Svevo

[La voce tra rumore e canto – I excursus: il Joyce di Berio – II excursus: il Byron di Bene – Metafora della voce e teoria letteraria – Il romanzo come collettore delle voci inascoltate: Voyage au bout de la nuit – Il ritmo del fraseggiare – I romanzi della vociferazione assordante: Féerie pour une autre fois ]

Do you remember Sylvano Bussotti?

Recital Majakovskij

Da “Un male incontenibile – Sylvano Bussotti artista senza confini”

– di Luigi Esposito – ed. Bietti, Milano 2013)

Prima biografia ufficiale approvata da Sylvano Bussotti

 

«Il peggio che può capitare ad un artista è di essere compreso», affermava Carmelo Bene nelle sue Lezioni sull’arte, e dava una esplicitazione chiara, legata al mondo della mercanzia e al gusto del pubblico, spesso manovrato e pilotato dalla condotta editoriale di gente d’apparato, e alle politiche di critici e galleristi, i quali convergono verso tutto ciò che è comprensibile alla massa perché immediatamente commerciabile, vendibile e, addirittura, venerabile.… Leggi il resto »

Radical kitsch: il capitale umano e la Repubblica di Salòt


di
Francesco Forlani

La parola kitsch è davvero magica; tra le poche parole al mondo universali, è l’unica in grado di diventare quello che nomina semplicemente perdendo una lettera: Kitch. Mentre le patrie lettere sfornano uno dopo l’altro “capolavori del pensiero” e del cinema, da salotto a salotto, che si tratti degli “interni” delle case borghesi o di quelli internisti degli studi televisivi, mi dico che forse solo una critica partigiana potrà qualcosa contro la cultura faziosa, egemone proprio perché di parte, di questa nuova Repubblica di Salòt, regno incontrastato della cultura radical kitsch.… Leggi il resto »

Note-book: La lucina di Antonio Moresco

Nota di lettura
di
Silvana Farina

È come se a Moresco non interessasse la letteratura in sé ma riflettesse sul perché fare letteratura, sul perché scrivere e su che cosa questo significhi per lui. Spesso, anche se gli scrittori amano molto la letteratura, la scrittura stessa, non riflettono su di essa, né sul rapporto tra la letteratura e se stessi.… Leggi il resto »

Due modi per occuparsi sbrigativamente di James Joyce

di Giuseppe Zucco

 

Così Jonathan Franzen:

In uno dei suoi saggi parla con freddezza dell’Ulisse di Joyce.

Ovviamente stiamo parlando di un grande capolavoro per il quale provo un’enorme ammirazione, tuttavia ritengo che sia un progetto letterario freddo, paragonato a esempio a quello che è riuscito a fare Beckett per descrivere l’orrore dell’esistenza e creare un testo sperimentale che corrispondesse a quel sentimento.… Leggi il resto »

Carmelo Bene: la chimera

Esattamente dieci anni fa moriva Carmelo Bene (Campi Salentina (Le) 1937 – Roma 16 marzo 2002):

La chimera (circa 1913), dai Canti orfici di Dino Campana (Marradi (Fi) 1885- Scandicci 1932)

Non so se tra rocce il tuo pallido
Viso m’apparve, o sorriso
Di lontananze ignote
Fosti, la china eburnea
Fronte fulgente o giovine… Leggi il resto »

Bene, Grazie!

Intervista ad Anna Maria Papi1
a cura di Francesco Forlani
(Pubblicata in formato rivista e con un ricco dossier fotografico sull’ultimo numero di Reportage )

Mentre mi accingo a salire sul treno Torino Firenze, mi risuonano i versi di Pasternak nella sua ode In morte di Majakovskij

Oh, s’io avessi allora presagito, 
quando mi avventuravo nel debutto, che le righe con il sangue uccidono, 
mi affluiranno alla gola e mi uccideranno. 
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Alfa Zeta per Alfa Beta: f come frustrazioni

«Forare la pellicola del paesaggio» scriveva il poeta Biagio Cepollaro nel secolo scorso. Così tra noi e il mondo, tra noi e le esperienze del mondo sembra oggi più che mai ispessito – al punto di sembrarci indistruttibile- un velo che pare aver sottratto al mondo, alla realtà la sua porosità, la capacità di assorbire e rendere, in ogni forma di vita partecipata, uno dopo l’altro i linguaggi in grado di comunicare le storie.… Leggi il resto »