Posts Tagged ‘ mariasole ariot ’

Se l’interno è un figlio cieco

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31 ottobre 2011

di Mariasole Ariot

Negli interstizi dove le cose cadono un occhio acceca senza scena. Come buchi solitari dell'udito, il troppo che si dice già passato - i caduti erano gli altri. A partire primo è l'animale rincorre senza fame una corazza: di Nome si muore per un Nome.
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Al rovescio del sole

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30 dicembre 2010

di Mariasole Ariot

Ci sono perchè tu non ci sia più. Per respirare i termini confusi del tuo frastuono.

Quando le donne versavano il latte dalle grondaie, il mio seno era riverso. E gelavo a gambe serrate, la finta di un suono più alto.…


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Segni

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25 novembre 2010

di Mariasole Ariot

Ciò che dall’interno
preme -e sbuffa, e macina
è un corpo lasciato a maggese
un resto
dei resti, del resto del tempo.
Avevo gli anni delle scarpe
senza tacco,
il tubo digerente
a comando,
e la medicina pura dei controllori.…


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L’uomo nero muore apposta

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12 aprile 2010
L’uomo nero muore apposta

di Mariasole Ariot

Gli occhi guardano alla stazione, Padova e i palazzi intrecciati di azzurro fluorescente, l’orribile mascherato. Alla fermata dell’autobus piovono  un uomo dai costumi antichi, due ragazzi colombe, un’anziana signora con le borse traforate e una donna col pancione...
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Appunti sul prato

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21 dicembre 2009
Appunti sul prato

di Mariasole Ariot

L’ultimo prato che ho visto
Evidentemente il ricordo ha una traiettoria in salita. Il prato è a quattromila metri d’altezza, il lago al centro come un punto di raccolta dell’immaginario, ci sono donne invisibili che danzano – l’unico animale disteso al fuoco ascolta il rumore della goccia.…


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due passi (fare)

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12 agosto 2009
due passi (fare)

Mariasole

funebre
I raccoglitori di fiori
si atteggiano
all’alba dei vecchi
con carri mascherati,
e cavità
poco profonde.
Celeri messaggeri
dei semi
e delle donne,
ridono
discutono all’infinito
sull’esistenza
dell’acqua.

E il cielo in ombra
e il tempo stretto
e la vertigine
non hanno tempo
per aspettare il peggio.…


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L’indecenza

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20 luglio 2009
L’indecenza

di Mariasole Ariot

Gli alberi sono degli alfabeti, dicevano i Greci.
(Roland Barthes)

La prima volta, dopo molti anni, l’ho vista arrivare dall’alto. Un cavalcavia e il suo corpo ombra che in lontananza sembrava  un arbusto senza foglie, due rami che si allargano al cielo aggrappati tenacemente al manubrio di una bicicletta...
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Un anno dopo il doppio

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9 marzo 2009

di Mariasole Ariot

Per ciò che verrà
– Nella fonte d’ogni chiasso -
Ho fissato la bugia.

Coprirò poi
con stracci di risvolti
ogni tritume e sedativo
A distillare vento
dal primo riposo di maggio.…


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LORENZO RUSTIGHI is wondering why facebook wants to know what he’s doing.

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28 ottobre 2008
LORENZO RUSTIGHI is wondering why facebook wants to know what he’s doing.

di Mariasole Ariot

Facebook parla in terza persona, un walzer a tre tempi. Nel primo si accetta, nel secondo si chiede accoglienza, nel terzo ci si guarda bene dal non farsi rifiutare. Da nessuno.
Perchè mai voler conoscere il giorno dei miei amici, il loro sguardo, il loro tempo perso o ritrovato che sia,la grana...
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Passi spiegati

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8 ottobre 2007
Passi spiegati

di Mariasole Ariot

Ho contato i minuti senza tener conto del tempo, quando mi sono accasciata alla decima delle sedie chiamate sedute.

Aveva gli occhi stupidi, i tacchi alti, una vetrina di manuali, sulla testa e mi sorrideva elencando le solite domande di dettaglio – ché la circostanza, in quelle stanze, non concede...
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