29 maggio 2008
Oltre la terrazza c’è solo l’Illimani, che ti sembra di poterlo toccare, e invece sotto, invisibile finché non ti avvicini al bordo, c’è lo sprofondo della città, le vie non asfaltate, laccate di polvere, la bottega senza vetrine con davanti i sacchi panciuti di cereali, spessi riccioli bianchi, rigatoni di grana giallastra, la rotonda con al centro un giardinetto di erba secca e le ringhiere arrugginite e sventrate, un tronco senza rami, senza foglie e privo di gemme, nessuna macchina che giri attorno all’aiola, adesso sì, solo un camioncino alla rovescia, sottosopra per noi che lo osserviamo da quassù, con le ruote in alto come le zampette di Gregorio Samsa, il goffo arrancare dell’autista abbarbicato al volante che non si capisce se spinga o trascini.


















