Articoli con tag ‘ poesia italiana contemporanea ’

Da ”Fermata del tempo”

Pubblicato da
16 giugno 2015

di Stelvio Di Spigno

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Trentasette primavere

Dicono che fu uno stillicidio in mare aperto,
il capitano di corvetta Costigliola fu preso dall’Egeo
che goccia a goccia gli instillò la morte
sul viso, tra i capelli, nell’amore, i ricordi, le parole.…


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Insieme MRK 1034

Pubblicato da
10 aprile 2015

di Maria Grazia Calandrone

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le spirali delle due ammoniti sul tuo petto
ripetono la forma delle galassie gemelle
PGC 9074 e PGC 9071
della costellazione del Triangolo

una (la 9074, di tipo Sa) mostra una sporgenza luminosa, l’intenzione di un’alba, ma porta i bracci avvolti strettamente intorno al proprio nucleo

l’altra, la galassia che si...
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XII quaderno di poesia italiana contemporanea

Pubblicato da
9 aprile 2015
Dodicesimo-quaderno-italiano

di Francesca Fiorletta

Guai a chi costruisce il suo mondo da solo.

Angelo Maria Ripellino

Il suono di queste parole mi riecheggia nella testa: Guai a chi costruisce il suo mondo da solo.

Il famoso verso di Ripellino è parte dell’epigrafe scelta da Diego Conticello, uno dei...
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Da Versi Nuovi (2004). Terza parte

Pubblicato da
9 marzo 2015
Da Versi Nuovi (2004). Terza parte

di  Biagio Cepollaro

Da Nel tempo e dietro  (2001)

ma come sorriso che risale
a galla vieni da noi
dal fondo dell’onda più alta
non come pensiero

che ciò che oggi desideriamo
è uscire un poco dall’ignoranza

e per questo chiniamo la testa
e per questo chiniamo la testa

 

I (il tempo,...
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Da Versi Nuovi (2004). Seconda parte

Pubblicato da
2 marzo 2015
Da Versi Nuovi (2004). Seconda parte

di Biagio Cepollaro


DOPO DUE ANNI (2000)

i cieli e la terra sono pieni della tua gloria

suonava così nel tempio e mi trovavo lì
per starmene un po’in pace e per vedere come in altra
lingua si dicesse quel sapore
vivido
di mattina di maggio quando a fondo radendo
la barba un poco ci si rinnova...
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Jucci, «tra quegli anni» e «gli anni nuovi»

Pubblicato da
24 gennaio 2015
Jucci, «tra quegli anni» e «gli anni nuovi»

di Arturo Mazzarella

Da tempo ogni raccolta poetica di Franco Buffoni costituisce una notevole sorpresa. Invece di confermare le aspettative dei suoi lettori abituali Buffoni preferisce incamminarsi, di volta in volta, lungo nuovi sentieri: ricorrendo a soluzioni formali e tematiche sempre diverse, sollevando interrogativi puntualmente più inquietanti.…


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Da “Avremo cura”

Pubblicato da
17 gennaio 2015

di Gianni Montieri

(Sud) in caso di morte


I

Gli spararono in faccia
che tutti sapessero, che tutti ricordassero
la sera stessa in piazza
commenti da stupidi ventenni
stabilivamo con una birra in mano
il grado di importanza di una morte
(chi lo conosceva, quanti colpi
se c’era tanto sangue, quanta polizia) Continua a leggere »

“Es senza” di Franco Araniti

Pubblicato da
27 dicembre 2014
cover Es Senza

di Antonella Falco

La poesia racconto (o poesia in prosa) di Cesare Pavese e la scrittura senza segni di interpunzione di José Saramago: sono questi gli estremi stilistici entro cui inquadrare, almeno formalmente, l’ultima opera di Franco Araniti, Es Senza, tappa conclusiva, e dunque approdo, di un viaggio iniziato nel 2007 con Di quel viavai...
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“Chi ha compagni non morirà”: per Franco Fortini a Torino (programma)

Pubblicato da
30 novembre 2014

UNIONE CULTURALE ANTONICELLI

Franco Fortini «Chi ha compagni non morirà»
Dal 5 al 13 dicembre 2014
Via Cesare Battisti, 4 B – Torino
ingresso libero e gratuito

Ma voi che altro di più non volete se non sparire e disfarvi, fermatevi.…


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Se me li sono persi: “Invisibile pittura”

Pubblicato da
3 novembre 2014

di Eugenio Lucrezi

CORRADO COSTA, Invisibile pittura, Magma, Roma, 1973

Potremmo dire, parafrasando l’autocommento alla Storia della sarta che apre l’ “Indice ragionato” de L’invisibile pittura, che se in questa seconda metà del secolo fosse esistita la scrittura, noi avremmo certamente incontrato i Grandissimi Scrittori, e Corrado Costa tra loro. Poiché sono esistiti soltanto «arte e artifici, gruppi e divisioni, dichiarazioni e silenzi, controdichiarazioni e contraddizioni, cocktail e cocktailizzazioni, quote e quotazioni, etc. etc.», quelli che abbiamo incontrato, quelli che sarebbero stati grandissimi scrittori, erano gente in fuga, che viveva di nascosto. Come Costa, che ha «sprecato il suo tempo migliore parlando a vanvera e a casaccio di storie che stavano di qua o di là, al di sopra o al di sotto» delle Storie con la S maiuscola. Continua a leggere »

Su “Parole di Elisa” di Marco Mazzi

Pubblicato da
29 ottobre 2014

Di Alessandro De Francesco

Parole di Elisa è un libro importante, che dev’essere segnalato, letto e meditato. Parole di Elisa è frutto di ore di dialogo registrato tra l’autore, che si definisce in realtà “curatore” per sottolineare l’a-soggettività...
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Se me li sono persi: “Le sillabe della Sibilla”

Pubblicato da
17 ottobre 2014

di Eugenio Lucrezi

TOTI SCIALOJA, Le sillabe della Sibilla, Scheiwiller, Milano, 1988. «Sì, ritengo di essere un pittore che scrive poesie, e non il contrario. Un pittore, perché il mio impegno quasi “sgradevole” nella ricerca della pittura, le lotte che sostengo e che ho sostenuto sono le lotte della mia esistenza. La poesia mi è sempre apparsa come un gioco, anche se è un gioco che può investire dei sentimenti tragici, ma per me resta un gioco». Continua a leggere »

Pietro Tripodo. La critica oltre gli amici

Pubblicato da
15 ottobre 2014
Pietro Tripodo

di Tarcisio Tarquini

(Conservatorio Licinio Refice di Frosinone. Sala Paris. Settimana della Contemporaneità: Memorie. La musica della poesia di Pietro Tripodo. Frosinone, Giovedì 16 Ottobre, 2014)

Pietro Tripodo ha avuto una sorte e un talento singolari: di essere diventato già in vita un autore di culto di un cenacolo di intellettuali, critici, scrittori e poeti che...
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Prossimità

Pubblicato da
14 ottobre 2014

animale

[È uscito il n° 8 di “Atti impuri”, a cura di Sparajurij, intitolato Un sogno svolto silenziosamente. Ne fa parte una piccola serie di testi. Tre di essi appaiono qui.]

di Andrea Inglese

Vedrai, potremo scrivere, se smettiamo
di parlare, potremo, verranno
fuori, sopra fogli o schermi,
si faranno materia le parole,
rallenteranno gli spasmi
della gola, e fermeranno il mondo,
nella frase, fermeremo paesaggio
e cose, logge e fiori di passiflora, Continua a leggere »

Dialoghetto su tre libretti (di poesia)

Pubblicato da
1 ottobre 2014
Dialoghetto su tre libretti (di poesia)



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“Questo è l’accendino.”

“E questa è la sigaretta.”

Andrea Inglese vs. Andrea Raos

Parte prima. Andrea Raos

AI.


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Se me li sono persi: “Coro” di Giuliano Gramigna

Pubblicato da
30 settembre 2014

di Eugenio Lucrezi

GIULIANO GRAMIGNA, Coro, Campanotto editore, Udine, 1989

Ha scritto Giuliano Gramigna: «Mi piace più pensare ad una poesia come luogo, aperto a mo’ di ombrello là dove non c’era nulla, che ad una poesia come organismo vivente, come macchina bene temperata. Intanto c’è il vantaggio che ci si può camminare dentro… ». Se rappresentare significa restituire a mezzo della scrittura lo spessore dimensionale della realtà nella sua trionfante pienezza, allora l’argomento di questo libro – terzo di poesia di uno scrittore che è anche importante romanziere e prosatore – è l’impossibilità della rappresentazione.
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Da “Lunga un anno”

Pubblicato da
17 settembre 2014
Da “Lunga un anno”

di Francesco Accattoli

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1. Quanto pesa la neve

Da queste altissime finestre si vede il bianco,
la coltre sopra quella linea retta
che in precedenza era traiettoria.…


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Se me li sono persi: “Sonno” di Amelia Rosselli

Pubblicato da
10 settembre 2014

[“Se me li sono persi”, è una rubrica di letture inattuali di libri imperdibili, a cura di E. L.]

di Eugenio Lucrezi

AMELIA ROSSELLI, Sonno – Sleep (1953-1966), Rossi & Spera, Roma, 1989

Paradosso centrale di tutta la poesia di Amelia Rosselli è il primeggiare di due elementi coesistenti pur nel contrasto della polarizzazione netta: l’espressione non fluente ma risoluta di un soggetto che si dice rischiando sempre il travaso e la dispersione del senso e l’abbandono della forma; l’autonomia squisitamente linguistica di una scrittura che si propone alla ricezione ne suoi contorni materici, anzi nel pieno spessore di corpo vivente nella deformazione e nello scarto, nell’eccesso articolatorio e connotativo delle frasi. Dicevo di una disfluenza: segnale delle frequenti interruzioni dei liberi flussi psichici, opportunità per riprese, deviazioni, nuove intraprese; occasione d’uso di un vastissimo repertorio di figure iterative, ripetizioni con variazione che sono il motore retorico di questa poesia. Continua a leggere »

Il colpo di biliardo

Pubblicato da
30 agosto 2014

di Michelangelo Zizzi

Poesia per il Padre

Quando s'incagliò il treno di sud-est nel letame tu del sud all'insegna di bar intermittente sapesti che la vita allotria invecchia come nella resistenza di fanghiglia una chiglia d'antiquario mentre tu la trama disfatta ricuci e non da sarto di contrada perché davvero possiedi congruo filame di carne nella tessitura d'occhio di rosone d'iride di donna che...
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Tre domande sulla scrittura (a Giulio Marzaioli e Andrea Inglese) 1

Pubblicato da
8 luglio 2014

(Nell’ambito di una tesi dal titolo “Dalla prosa lirica alla prosa in prosa”, discussa da Marco Inguscio presso la facoltà di Lettere moderne presso l’Università del Salento, Giulio Marzaioli ed io siamo stati invitati a rispondere a tre medesime domande relativamente alla nostra esperienza di autori.…


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Una lettura de “Il cane di Pavlov” di Frungillo

Pubblicato da
27 giugno 2014

di Francesco Filia

Il cane di Pavlov (resoconto di una perizia), Edizioni D’If , 2013 – ultima opera di Vincenzo Frungillo – è un’altra magnifica esplorazione nel rapporto tra bios e storia, questa volta visto nell’ottica del rapporto tra eros e scienza, o, meglio, apparato tecnico-scientifico. La scienza che si trasforma in apparato tecnologico è parallela all’eros che si trasforma in pornografia, nelle prime c’è una dimensione dell’uomo nella sua totalità, sia nell’eros che nella scienza classica l’uomo è il fine, nella pornografia e nell’apparato tecnico è una funzione, dal tutto alla parte (non più l’uomo nella sua interezza, ma la mano che muove la macchina, l’occhio che osserva la cavia, il sesso che si eccita o è eccitato). Ma questa condizione sembra dirci Frungillo è in aggirabile, non può essere rimossa, deve essere attraversata, perché è la nostra condizione epocale, il nostro destino, anzi va radicalizzata, colta alla sua radice, estremizzata, lì dove c’è un ipocrita dire e non dire deve emergere la cruda realtà.
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Sonic poetry alla Giudecca (Venezia)

Pubblicato da
17 giugno 2014

 GIUDECCA art gallery 795

21 giugno – ore 19         presenta

 

LETTERE ALLA REINSERZIONE CULTURALE DEL DISOCCUPATO

 

SONIC POETRY

installazione + performance

 

Andrea Inglese

voce

Stefano Delle Monache e Giovanni Cospito

laptop

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Inglese & Zaffarano al Teatroinscatola (Roma)

Pubblicato da
16 giugno 2014

job

A Roma, giovedì 19 giugno 2014, alle ore 18:30
presso TEATROINSCATOLA
(Lungotevere degli Artigiani 12)

nel contesto degli incontri a cura di
ESCargot – Scrivere con lentezza
https://www.facebook.com/escargot.scrivereconlentezza

presentazione e letture di

Andrea Inglese Continua a leggere »

La mano, l’anima. Ipotesi su Cattafi

Pubblicato da
19 maggio 2014

Nella palpebra interna è un saggio di Riccardo Donati dedicato al rapporto che alcuni tra i maggiori poeti italiani del secondo Novecento hanno intrattenuto con le arti della visione, includendo autori ormai storicizzati(tra gli altri, Pasolini, Zavattini, Sanguineti, Testori, Luzi, Gatto, Scialoja) e voci della stretta contemporaneità (Frasca, Ottonieri, Magrelli, per non citare che...
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Il cane di Frungillo e l’anitra di Inglese

Pubblicato da
5 maggio 2014

 Milano – Libreria Popolare di via Tadino 

Sabato 10 maggio  ¦  ore 19.30

Presentazione e lettura di
Vincenzo Frungillo, Il cane di Pavlov
&
Andrea Inglese, La grande anitra

°

 Oltre agli autori interverranno
Alessando Broggi e Luciano Mazziotta

° Continua a leggere »

Arco rovescio

Pubblicato da
9 aprile 2014
Arco rovescio

Venerdì 11 aprile 2014, ore 21.00

Libreria Popolare
via Tadino 18, Milano

 Presentazione di:

Arco rovescio
di Giulio Marzaioli

 

Benway Series 5

(Tielleci, 2014)

Interventi di:
Paolo Giovannetti
Antonio Loreto
Paolo Zublena

Coordina:
Alessandro Broggi

 §

da http://puntocritico.eu/?p=6173

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Ave Bernhard: cantus responsorius

Pubblicato da
3 aprile 2014

black cat bone - www.behance.net

di Martial Pyrrhus e Lucretius Porphirogenitus

1 Ave Bernhard

… morte le gore, morte le campagne,
morta la morte e morta la rimorte
(un sole nero in pieno giorno guarda
sul golgota due morti ed un rimorto),
rimorti i morti e i non ancora nati,
morti i sepolti, morti gli esumati,
gli agnelli divorati, con le cagne
morte già prima di averli sbranati … Continua a leggere »