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L’insicurezza del lavoro e le passioni tristi. Contributo per una riflessione antifascista

di Andrea Inglese

C’è tra gli esseri umani, almeno quelli fuoriusciti dall’egemonia del pensiero magico o di quello religioso, la credenza che una buona diagnosi sia indispensabile per una cura efficace. Fuor di metafora, se abbiamo capito cosa è successo a Macerata e dintorni, potremmo cercare di situare l’evento specifico in uno scenario che gli fornisca maggiore intelligibilità. Non so poi, in realtà, se un tale tentativo possa favorire in alcun modo migliori interventi terapeutici.

Quello che abbiamo visto a Macerata e dintorni è il palesarsi di un terrorismo politico di matrice razzista e neofascista, giustificato dalle forze politiche della destra che concorrono oggi alle elezioni legislative. Non solo, ma questa giustificazione ha una solida base nella società “civile”.

Le responsabilità del precario (nell’epoca del “cognitariato”)

di Andrea Inglese

 

Intorno agli anni Novanta, storicamente parlando, io stavo finendo di studiare, o mi ero già laureato, conseguendo (fuori corso) un’accurata laurea in filosofia, quindi con alcuni amici, che stavano anch’essi conseguendo, o avevano conseguito lauree in giapponese, psicologia, o storia della medicina medievale, si andava a caccia di lavoretti, che erano molto necessari, ma non tanto influenti sul nostro destino economico, e neppure su quello del paese, dal momento che il Prodotto Interno Lordo continuava, con tale andazzo, a rimanere al palo.… Leggi il resto »

La terra bianca

di Giulio Milani

Dal Corriere Fiorentino Online:

La costa apuo-versiliese rappresenta da sempre, per i toscani e non solo, una terra tanto frequentata quanto enigmatica. Il romanzo d’inchiesta di Giulio Milani uscito in questi giorni per Laterza, “La terra bianca”, ci fa conoscere una realtà complessa, che parte dalla famigerata esplosione del serbatoio di pesticidi della Farmoplant del 17 luglio 1988 – evento ribattezzato dalla stampa di allora “la Caporetto del turismo” – per arrivare al braccio di ferro sulle cave che ha tenuto banco in questi mesi.… Leggi il resto »

El cussìn

di Fabio Franzin

                                                                                                                        Per Francesco Sgroi, con pietà
Quel che l’é ‘ndat in tilt tea tó testa
te chea stanza da lèt del condominio
Ater, ‘na dómenega sera de caldo
infernàe, te ‘ò sa sol che tì, caro Sgroi,
o forse no te ‘o capirà mai.… Leggi il resto »

Al lavoro

di Davide Orecchio

I – RICORDARE IL LAVORO

Qualche anno fa. Anzi molti anni fa. Anzi moltissimi. Insomma nel 2003. Mi trovavo in Molise. Nelle campagne di quella regione piccola. A poca distanza da Campobasso. Condotto a borghi terremotati da strade avvolte come cime.… Leggi il resto »

Storie indipendenti

(Gli amici di Doppiozero hanno un progetto in testa che mi sembra molto interessante e condivisibile. E’ per questo che vi chiedo di leggere il post che ne parla. G.B.)

Nel 1999 la radio americana NPR invitò Paul Auster a raccogliere “storie vere”, scritte dagli ascoltatori, e a raccontarle con la sua voce.… Leggi il resto »

Il bridge dei free-lance

Di Ornella Tajani

Da qualche tempo ormai penso che la difficoltà principale di un’attività free-lance non stia tanto nel procacciarsi i lavori, e nemmeno nell’esigere un contratto, negoziando tariffe che convengano a entrambe le parti. Queste due indiscutibili e considerevoli fatiche sono soltanto seconde al problema davvero decisivo, e cioè fare in modo che il contratto in questione sia rispettato.

Latte e linguaggio – Seconda edizione

Milano, Biblioteca Comunale Chiesa Rossa, 17-18 maggio 2014

Comitato scientifico
Luigi Ballerini, Michele Corti, Pasquale la Torre, Stefano Mayr, Laura Zanetti

Sabato 17 maggio 2014

Ore 14.00 Stefano Parise, Direttore Settore Biblioteche Comune di Milano.

Saluti

Presiede Michele Corti, Docente di Zootecnica Montana, Università degli Studi di Milano

Ore 14,10 Antonio Carminati, Sindaco di Corna Imagna (BG)

Il recupero della cultura del latte.Leggi il resto »

Working underclass heroes

di Gianni Biondillo

Da buon dietrologo, quando cadde il muro di Berlino mica ci avevo creduto. D’altronde non ci avevano detto che lo sbarco sulla luna non era mai avvenuto, che era tutta una finzione della propaganda yankee? Non sapevo bene cosa volessero inculcarmi con quelle immagini girate in chissà quali studios hollywoodiani che mostravano gente festante che ballava sui resti del muro, ma di certo da qualche parte c’era la fregatura.… Leggi il resto »

Come un paesaggio. Pensieri e pratiche tra lavoro e non lavoro

di Sandra Burchi e Teresa Di Martino

Il testo riportato qui di si seguito è l’introduzione al libro collettaneo Come un paesaggio. Pensieri e pratiche tra lavoro e non lavoro, Iacobelli Editore 2013.  Le curatrici ed altre studiose  ne discuteranno questa sera, mercoledì 18 dicembre dalle 18.30 alle 21.00 in un incontro organizzato da Agorà del lavoro-Primum Vivere presso la Sala Vitman, Acquario Civico di Milano viale G.… Leggi il resto »

Lavoro e altri disastri

di Giuseppe Granieri

Giornate passate ad aspettare il nulla. Sempre lì ad attendere che succeda qualcosa, qualsiasi cosa, e invece nulla. Tutto fermo. Immobile. Se anche piovesse ogni tanto, ci sarebbe di che parlare. E invece nulla. Ti alzi, fai quello che c’è da fare, poi pranzo, giro in paese, cena e notte.… Leggi il resto »

Zero maggio

di Gianni Biondillo

Alfonso abitava al sesto piano della torre a stella dove vivevo anch’io da ragazzo, a Quarto Oggiaro. Era un operaio dell’Alfa Romeo; si divertiva a raccontarmi di quando era partito da Napoli neppure ventenne e appena sceso alla stazione Centrale di Milano guardandosi attorno si disse, convinto: “questa è la mia città”.… Leggi il resto »

Quando

di Fabio Franzin

Il cassintegrato culla la sua emicrania
vestendo il nulla delle ore con la pelle
rossa del divano, contando con l’alluce
destro le stecche oblique della tapparella.… Leggi il resto »

Perciò veniamo bene nelle fotografie, romanzo in versi di Francesco Targhetta

di Silvia De March

Diciamo subito i meriti prima di prendere le distanze dal mainstream acclamatorio.

Francesco Targhetta si inserirà serenamente in un filone di letteratura originariamente industriale, che risale a Ottonieri, Bianciardi, Parise, e che trova poi forme di aggiornamento rispetto ai cambiamenti economici, con esiti alterni, con Aldo Nove, Murgia, Venturini, etc.… Leggi il resto »

Se il lavoro non c’è

di Helena Janeczek

“Ma fatemi capire: perché abolire l’art.18, per far cosa, se il lavoro non c’è?”. L’ha detto M., la mia estetista, che sarebbe una piccola imprenditrice, anzi persino un’”imprenditrice di se stessa”, secondo la formula magica del pensiero neoliberista.… Leggi il resto »

Il primo maggio è una festa

di Marco Rovelli (il manifesto, 1/5/2011)

Dice il giovine sindaco di Firenze Matteo Renzi che il primo maggio è una “festa di libertà”, e questo significa, nel concreto, che “chi vuole lavorare deve poter lavorare e chi preferisce non farlo è giusto che non lavori”.… Leggi il resto »

La guerra agli immigrati

di Marco Rovelli [Questa riflessione, con cui tento di articolare un discorso complessivo sui vari sensi della servitù migrante (dal piano giuridico al piano economico, con particolare attenzione alle specificità del sistema economico italiano) compare nel numero 8 di Alfabeta2: nelle ultime settimane, abbiamo assistito a un nuovo capitolo della guerra agli immigrati, fatta della negazione dei diritti umani, universali solo per finzione.… Leggi il resto »