Tag: poesia

Storia

Questa poesia nasce da un racconto molto personale sull’eccidio di Santomoro, avvenuto il 22 giugno 1944. I fatti sono riportati in varie pubblicazioni locali, ultima in ordine di tempo: C’era una volta un torrente che scorreva lungo un piccolo paese, nato su una strada che portava alla Badia… a cura di Laura Bassareo per il Centro Sociale di Santomoro, stampato in proprio nel 2017.… Leggi il resto »

Da Lavoro da fare, VII

di Biagio Cepollaro

VII

al ruotare del pianeta l’aria

anche questa volta acquista

in dolcezza: anche quest ‘anno

ci sorprende come un dono

 

si disse che guardato dalla fine

solo l’amore è cosa che val la pena

di realizzare e con ciò non s’intendeva

una situazione ma il modo globale

di fare mondo -dentro standoci- e

in ogni cosa da fare -facendola

 

ma quando tutto questo sta

nel palmo di una mano

ogni cosa mostra suo nome

e sopra tutto oltre la mano

c’è il nulla dell’esser già

passati altrove o in niente

 

è così difficile tollerare questa vista

contare con le dita di cosa è fatta

poi la propria vita

e

nome

per nome

avere coscienza

di questo passare: è la malinconia

che si accompagna all’intensità

del desiderio che quando è sano

ha sempre inizio e fine

 

noi –diceva saggia- andiamo

in giro da sempre a chiedere

l’essere da qualcuno

dall’inizio

dal primo sguardo

a fuoco

di neonato oltre il primo

riconoscimento

a fiuto

e la completezza che cerchiamo

nel darci da fare o nello stare

fermi lasciando avvicinare

è cosa che sfugge in breve:

ogni giorno daccapo cerchiamo

il ciclo al suo ritorno quell’attimo

solo che poggia a terra il piede

e sembra senza peso per potere

andare

 

*

e insomma ora che fare?… Leggi il resto »

La domenica perenne


di Mariasole Ariot

Quando il tempo si ferma, si contrae lo spazio in un grumo denso e solido modificato solo dal suono delle campane. Non è un giorno di festa, non è domenica, non è il ricordo dei morti: è solo, semplicemente, un arresto cardiaco che traccia una linea netta sulla fronte.

La pura superficie

di Mario De Santis

“Ho scritto un testo che non tende a nulla. Vuole solo esserci, come tutti”. Ci accoglie alla fine della prima poesia, questo verso che dice già nettamente qual è uno dei cardini del nuovo libro di Guido Mazzoni.… Leggi il resto »

Era la guerra

di Fabio Chiusi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come ti avvero
nulla. Come ti posseggo
nel nostro cercarci oltre le frasi
è forse una gura che brilla
oltre noi, è forse una voglia
irraggiungibile, una veduta:
potresti domani avere pace?… Leggi il resto »

Dolore minimo

di Giovanna Cristina Vivinetto

 

La prima perdita furono le mani.
Mi lasciò il tocco ingenuo
che si addentrava nelle cose, le scopriva
con piglio bambino – le plasmava.
Erano mani che non sapevano
ritrarsi: mani di dodici anni,
mani di figli che tendono al cono
di luce – che non sanno ancora
giungersi in preghiera.… Leggi il resto »

L’altro limite

[Pubblichiamo due estratti da L’altro limite, LietoColle,
Collana Gialla curata da Augusto Pivanti, Pordenonelegge.it,
giugno 2017]

di Maria Borio

È quasi pronto, sta per passare
la vita nell’aumento
della proprietà con un distacco, una ricompensa
fedele a sé, solo il giglio viola nel prato
non vale perché dura un giorno.… Leggi il resto »

Necrologi

di Nadia Agustoni

poi si deve vivere

1

uno entra col fucile nel reparto. il factotum del padrone viene dalla caccia. si dà arie con tutti quanti. a casa ha una pistola. sempre armato. domenica caccia al negro e lo dice forte.… Leggi il resto »

Cuori di seppia

di Francesca Fiorletta

Filippo De Matteis ha scritto un libro delicatissimo e struggente. Cuori di seppia, il suo esordio narrativo per Elliot Edizioni, è un improvviso viaggio a rebours nei meandri più reconditi di mente, corpo e anima, attraverso un soliloquio ininterrotto popolato da presenze misteriose, personaggi lugubri e inquietanti rivelazioni.… Leggi il resto »

“Pacific Palisades”. Un testo al confine

di Stiliana Milkova

Pacific Palisades, il nuovo libro di Dario Voltolini, è appena uscito da Einaudi. Pacific Palisades racconta una vita attraverso la mappa di una città. Per specificare, il suo è un testo autobiografico che colloca la propria storia sulla pianta topografica di Torino (la città natia dello scrittore) per poi espandere la prospettiva dell’io narrante e dunque anche quella del lettore fino a comprendere territori lontani e definitivamente stranieri e fare un giro dalla California a Tokyo.… Leggi il resto »

La lingua non ha os ma rompe l’uossa: “Ottativo”, o della nosteoalgia

di Chiara Serani

 

La terza prova poetica di Daniele Poletti, Ottativo (Prufrock, Bologna, 2016), è un poemetto in cui a una parola non di rado ricercata e complessa, ma in prevalenza metonimica e referenziale, sembra inizialmente corrispondere una paradossale oscurità – se non addirittura un insensato inceppamento della parola stessa – che è invece intensificazione e complessificazione metaforica del discorso scientifico e dei linguaggi settoriali che vi s’intrecciano e che ambiscono, appunto, a dire il mondo, piuttosto che a ritirarsi in una qualsiasi autoreferenzialità rinunciataria.… Leggi il resto »

ballata della crepa (o dell’onestà)

di Francesca Genti

canto Kālī canto la crepa
che fa più ornata la porcellana
che fa pregiata la slogatura
che rende la caduta umana

canto l’errore e il disonore
canto ciò che non è edificante
canto la crepa che rende brillante
la giornata senza sole

il vortice canto e la big babol
l’energia di quella che vola
l’allegria di quella che scoppia
la risata che colora

la caduta e l’ipocondria
e ogni tipo di bugia
(quella detta per ferire
quella detta per guarire)

canto la crepa della faccia
la ruga che vince la vanità
il capillare che si incrina
lo scacco matto alla regina

canto il disordine canto la crepa
canto la bimba che se ne frega
canto la bimba oca giuliva
che fa le bolle con la saliva

la carie canto lo zucchero filato
tutto quello che è esagerato
quello che c’è tra cielo e terra
tutti i segni della guerra

canto quello che si rompe
canto i cocci dopo la festa
la paura del dentista
e i suicidi dalla finestra

il terremoto il temporale
la buca la scala il vicolo cieco
canto la crepa sopra il soffitto
e il gradino su cui inciampare

canto Kālī canto la crepa
che fa preziosa la porcellana
che rende onore all’incrinatura
che ti fa bella che ti fa umana.… Leggi il resto »

Antonio Nazzaro: il Venezuela raccontato in piazza

di Alessandro Moscè

Antonio Nazzaro (1963) è giornalista, poeta, traduttore e mediatore culturale. Attualmente vive a Caracas dove è stato coordinatore didattico dell’Istituto Italiano di Cultura, assistente dell’attaché culturale in Venezuela e capo redattore de “La Voce d’Italia”. Nel suo Appunti dal Venezuela (Arcoiris 2017) emerge un paese decisamente in subbuglio, “una caserma militare dove parlano i proiettili e gli stivali”.… Leggi il resto »

L’ultima estate autunnale

di Francesca Fiorletta

Come diceva Charlot, la vita vista in primo piano è una tragedia, in campo lungo una commedia. 

Appena pubblicato da Fazi Editore, con prefazione di Pier Vincenzo Mengaldo, “L’ultima estate e altri scritti” di Cesarina Vighy è un libro sorprendente, e non solo perché è composto da un romanzo, un epistolario, una raccolta poetica e un abbozzo di pittoresca narrazione incompiuta, ma anche e soprattutto per la forte e vividissima capacità d’introspezione, per l’ironia e il coinvolgimento sentimentale che si porta dietro.… Leggi il resto »

Hai perduto i compagni

di Mariasole Ariot

Michelangelo cammina sulle punte, si avvicina al bordo del fiume, si specchia nell’acqua : un riflesso non è un riflesso : è una nuova realtà descritta, uno sconfinamento. Michelangelo è un cigno, le ali spiegate si muovono solo quando apre la bocca per pronunciare l’ultima parola e la prima, quando mi guarda e mi dice : questa per me è la vita, quando ho scelto di uscire, aprire la porta.… Leggi il resto »

Il Padre. Un’ustione

 

di Andrea Donaera

 

Che vuoi?

Jacques Lacan

 

 

I.

Ti immagino, ormai: e basta.

Un fumetto, colori,

cartapesta, nel presepio spento,

i miei anni, che non vengono,

tutti noi. Sei la norma,

l’amico, questi mesi.

La mia pazienza di blatta sul tuo cuscino,

che così ci immagino, ormai: e basta:

nei terrori, nei colori.… Leggi il resto »

L’importanza di essere piccoli – VII edizione

…Con una coda ma senza la testa
solo per finta, solo per festa
solo per fiamma che brucia per fuoco
fammi giocare per gioco

B.Tognolini, Rime Raminghe, Salani

 

L’importanza di essere piccoli – VII edizione

poesia e musica nei borghi dell’Appennino

VII edizione 1-6 agosto 2017

un progetto dell’Associazione Arci SassiScritti

con il contributo di

Regione Emilia-Romagna, Arci Bologna progetto Polimero

e dei comuni di Alto Reno Terme, Castiglione dei Pepoli, Grizzana Morandi,

Pistoia, Sambuca Pistoiese

BCC Alto Reno e COOP Reno

LA POESIA COME FUOCO, LA VITA COME GIOCO

con

PAOLO BENVEGNÙ, MURUBUTU, LUCIO CORSI, IVAN TALARICO, GABRIELLA LUCIA GRASSO, SAVERIO LANZA, BRUNO TOGNOLINI, GIULIANO SCABIA, CARLO BORDINI, ALESSANDRO RICCIONI, ANDREA DE ALBERTI, FRANCESCA GENTI, MANUELA DAGO

Questo è il settimo anno in cui l’Appennino è reinventato e ricreato dall’incontro di poeti e musicisti con gli abitanti di paesi abbarbicati sui crinali tra Emilia e Toscana.… Leggi il resto »

Per Mario Lunetta

di Francesco Muzzioli

Mario Lunetta ci ha lasciati il 6 luglio. Amico generoso, intellettuale lucido e impegnato, scrittore inventivo e prolificissimo in tutti i generi letterari, oltre che organizzatore infaticabile sul territorio romano, ora sta a noi rileggerlo e commentarlo come figura centrale nella letteratura di questi anni.… Leggi il resto »

Echi ed echi ed echi . . .

di Fabrizio Centofanti

Echi

Estrema terra appare in questa sera
il pensiero di te, la lontananza
infida, l’attimo della finitudine,
del sacro vuoto d’amore,
dell’ignoranza indomita di qualsivoglia
umore, attonita baldanza,
attratta, astrattamente indotta
dal nulla che ti affoga, ti ride
sulla faccia.… Leggi il resto »

La poesia come ape operaia. Su Fatti vivo di Chandra Livia Candiani

 

nota di Giorgio Morale

 

Silvio Perrella in un articolo su Il Mattino (19, 5, 2017) a proposito di Fatti vivo, il nuovo libro di Chandra Livia Candiani (Einaudi 2017) nota che “Chandra Livia Candiani mentre scrive è come se pregasse; i suoi sono esercizi di armonizzazione tra quel che è passeggero e quel che resta e sta ‘sopra il disordine della realtà’.… Leggi il resto »