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Ferlinghetti back to Verona (via skype): due foto e due testimonianze

                  Testimonianza sull'immagine superiore (del fotografo Walter Pescara, autore del dittico) La fotografia in qualche modo fa riferimento al processo che Ferlinghetti subì in America nel 1957, quando fu processato per aver pubblicato con la sua City Lights, Howl (Urlo), nel quale Allen Ginsberg da voce alle pulsioni di un popolo sotterraneo battuto e beato, contrario alla guerra, che parlava di amore universale, utopie realizzabili, una spiritualità condivisa, senza muri e senza...

Eadweard Muybridge e le GIF di fine Ottocento

di Ornella Tajani

Nel 1872 l'allora governatore della California, Leland Stanford, sospettava che ci fosse un momento in cui, durante il galoppo, nessuna zampa del cavallo toccasse il suolo. Chiese così al fotografo inglese Eadward Muybridge di provare a verificare la sua ipotesi. Muybridge sistemò dodici fotocamere una dopo l'altra, lungo il tragitto del cavallo, in modo da scattare in sequenza; dopo vari tentativi poté constatare che il governatore aveva ragione: c'era un momento in cui il cavallo al galoppo era sospeso nell'aria.

Oltreoceano – One Poem Books

di Francesca Matteoni Lo scorso autunno ho avuto modo di conoscere a Firenze Kate Jordahl, artista e docente di fotografia californiana e di vedere il suo progetto editoriale: piccoli libri di fotografia, costruiti attorno a un testo poetico di un autore vivente di lingua inglese o in traduzione. Le pubblicazioni sono biennali ed è possibile abbonarsi oppure ordinare libri singoli. L’idea, come nella migliore tradizione di incontro fra le arti,...

Attesa, apparizione, scomparsa. Un Fort/Da di Sophie Calle

    di Ornella Tajani De tout consultant, quel qu’il soit, j’attends qu’il me dise : « La personne que vous aimez vous aime et va vous le dire ce soir »   Si fa assumere come cameriera in un albergo veneziano e fotografa le tracce del passaggio dei clienti nelle varie stanze. Trova una rubrica sul marciapiede e contatta tutte le persone delle quali è indicato il recapito con l’obiettivo di ricostruire, partendo...

Red west

di Gianni Biondillo Da bambino me ne andavo in giro per il cortile del palazzone di periferia dove vivevo tutto orgoglioso della mia colt 45 nella fondina, della stella appuntata sul petto e dei baffi arricciati all'insù, disegnati con la penna bic da mia madre. Facevo lo sceriffo e portavo la legge nel selvaggio west. Fu il mio periodo repubblicano, quando sentivo il fardello della civiltà occidentale sulle spalle e...

Lo spazio e il tempo

di Francesca Fiorletta Il presente è indifferente e disattento, tuttavia ci teniamo in vita meditando sul cumulo dei ricordi e delle tradizioni che conserviamo. Siamo case piene di presenze in ogni trave che scricchiola, in ogni pietra che geme. Henry James Le apparenze, che sono il supporto della rappresentazione esterna, ci stanno a cuore più di ogni interpretazione complessiva del mondo: infatti sono tutto ciò che abbiamo per orientarci nello spazio. Gianni Celati La...

SUNDAYS STORYTELLING

di Andrea Cafarella  Reset   Come lasciarsi cadere nel vuoto. Lo immagino un po’ come immergersi in un’enorme piscina piena d’olio. Lasciare che passato, presente e futuro siano una sola cosa nell’adesso. Dimenticare tutto.  Sono stato destinato a questo dal primo istante in cui sono stato creato. Sono 0039765. Mia Mother dice che sono unico ma non sa spiegarmi cosa voglia dire. Mancano solo due giorni al mio Reset. Anche questo mia Mother...

Partigiani in mostra

          fotografie di Danilo De Marco Puntare l’obiettivo sullo sguardo dei vecchi partigiani vuol dire proporre figure che hanno perso forse tutto della loro immagine originaria, della forza della gioventù, ma non la fissità, l’intensità, la certezza dello sguardo, quello che da ultimo inevitabilmente si appannerà, ma adesso quello sguardo rappresenta ancora una consapevole certezza. Il resto del volto, le rughe, i segni che scavano le ombre, sono messi ai margini,...

Castelnuovo Fotografia 2/4 ottobre 2015

Un delizioso e ospitale borgo medievale appena fuori Roma, immerso nella natura e nella storia del Parco di Veio, sarà anche quest’anno la cornice del festival CASTELNUOVOFOTOGRAFIA, giunto ormai alla sua terza edizione. Tre giornate di mostre, incontri, presentazioni di libri, eventi, letture portfolio, installazioni e shooting fotografici si susseguiranno in un intenso programma, sullo sfondo del suggestivo Castello Rocca Colonna e lungo i vicoli e nelle piazze del comune...

Per Erri De Luca: la nostra solidarietà

di Gigi Richetto   La Valle di Susa che resiste è riconoscente verso Erri De Luca per la lucidità e il coraggio che sa esprimere con la sua parola contraria. Contraria in primo luogo alla devastazione di un territorio e portatrice di speranza per una comunità. Erri appartiene alla comunità, senza frontiere, delle persone libere. E perciò, naturalmente, si pronuncia in difesa dei diritti e della resistenza al sopruso. Da più di...

Giorgio Ferigo (poeti friulani # 6)

fotografie di Danilo De Marco               Il timp Timp dai baraçs i mi soi scuviert fuea ai tiei ramaç tu mi sês Norte Timp dai sclopons paràulas sofladas tal segrêt dai cjantons tu mi sês Norte Timp dal muiart il Dean i ai passât par cjatâti, gno mâl fuart tu mi sês Norte Timp das radîs amȏr malnudrit, fadia di essi vifs tu mi sês Norte Timpo da giuligna paràulas fruiadas, bussadas glaçadas tu mi eras Nort E alora i lu vent par un franc il gno...

Purtroppo ti amo

È una visione del mondo – da fotografo, ha già spiegato Susan Sontag – e un’immagine dell’Italia, fatta di accostamenti incongrui, di tempi stratificati, di stili e dettagli inspiegabili, che tuttavia stanno insieme e formano una enigmatica “metafisica” unità. Così è infatti l’insieme del libro di Pacini: diversi filoni tematici sparsi e ritmati nelle ricorrenze e negli incastri, dove gli accostamenti tra immagini successive arricchiscono le singole e intrecciano i...

Leo Zanier (poeti friulani # 5)

fotografie di Danilo De Marco               Da ogni famea  via un zovin da quasi ogni famea via in Russia a imparâ a copâ   via a pît ta glaca o tal paltàn   plui no scrivin si vai in ogni cjasa   pôs a tòrnin 'l é dûr sierâ a vincj agns   chei ch'a tòrnin devéntin partigjans   Da ogni famiglia via un giovane / da quasi ogni famiglia // via in Russia / a imparare a uccidere // via a piedi / nel gelo o nella palta...

Tito Maniacco: “Il guardiano del faro” (poeti friulani # 4.3)

  II Oh quanto a me somigli nella tua solida inutilità faro dismesso dalla mutevole catena del moderno quando radar satelliti locali satelliti orbitali segreti satelliti del cupo poliremo militare hanno ri-messo nel bric à brac del magazzino dell'antiquario de La peau de chagrin questo relitto d'epoca pre fordista per le perdute navi di un perduto impero costruito infilando cemento e pietre fra il ruggito nero della bora e il belante groviglio dei giorni immoti chiatte a vapore e marinai di gomena insieme a marinai...

Tito Maniacco (poeti friulani # 4.2)

  La torre dei Celti  I Coloro che hanno certi pensieri in un certo composto modo siedono come se le ossa fossero intenzioni o segrete speranze così osservi colui che seduto qui con la penna scrive a questo tavolo e a lui ti rivolgi con amicizia e gli porgi attento lo sguardo   E allora lasciando cadere la penna sul foglio bianco quadrato Ti sussurra piano perché il vento che agita gli oscuri fiori è caduto: così come dicono...

Tito Maniacco (poeti friulani # 4.1)

fotografie di Danilo De Marco   In principio era la parola I Credo che la parola sia perduta, tanta fatica costa pronunciarla.   Credo che noi siamo perduti senza la sua stella.   Allora ognuno, vinto dal panico, getterà le armi e s’arrenderà al dolce clemente nemico.     II   Vi è nelle cose un senso più profondo che sfugge, come nelle conchiglie il mare. Arrendersi, ora, è morire della morte che questo secolo ci può dare, come il diritto al benessere, alla macchina, agli strumenti del demonio, i feticci alienanti...

Novella Cantarutti (poeti friulani # 3)

fotografie di Danilo De Marco               Gent da la Grava (Spilumberc) Li’ gravi’ a’ bévin il sarègn da l’aga tal Tilimìnt, e ta li’ pièri strachi’ dal cjscjel al duàr un altri timp. Gent da la Grava ingenoglada in Domo, là che i arcs a’ son ali’ di ànzai granc’ e i sans flurîs in coru intôr l’altâr a’ vèglin tuna lûs verda di aga.   Gente della Grava (Spilimbergo). Le ghiaie bevono / il sereno dell’acqua / nel Tagliamento,/ e nelle pietre stanche / del castello...

“i più forti esigono quanto più è possibile, e i più deboli acconsentono” (Tucidide)

testo e fotografie di Danilo De Marco               Scelgo un passo terribile da La guerra del Peloponneso di Tucidide. Nel 416 gli abitanti dell’isola di Melo, alleati di Sparta, si ribellarono agli ateniesi: " ... e per noi il cedere immediatamente ci priva di ogni speranza, mentre con l'agire c'è ancora qualche speranza di restare ritti in piedi... e insomma una nostra audacia  non ci sembra del tutto infondata".                                         La risposta fu dura:...

Le fotografie che non ho scattato

di Cristiano Denanni Ad Antonella In dialetto Abbandonasti la tua terra vent'anni prima che io nascessi e abbandonasti questa terra fra le mie mani un pomeriggio d'estate attraverso il quale transitò la linea circolare che chiuse la storia più importante di quelle dentro la mia. T'incazzavi in dialetto, mi urlavi da finestra a cortile in dialetto, era sera e ora di mangiare in dialetto, rispondevi male al mondo in dialetto, poi parlavi...

Ida Vallerugo (poeti friulani # 2.2)

testi di Ida Vallerugo e fotografie di Danilo De Marco               Côru mut  Si tu vedés indurmindìda rôsa ce mout che al mont a si davierç la rôsa   Si tu vedés ce mout c'a s'impîinin a una a una li bieli nêstri citâs.   Oh si tu sintés ce câlmu mâr che four tal scûr a s'ingruma ce ondi lisêri c'a sflorin li paréis   e a prèmin, discreti mans.   Oh si tu la sintés il côru mut dai muars cencja vous dal...

Ida Vallerugo (poeti friulani # 2.1)

testi di Ida Vallerugo, fotografie di Danilo De Marco             Alba sull'Acropoli  Ma mi assale il tempo. Non qui, non ora in quest'alba calma fra queste colonne. Non qui, non ora, in questo silenzio vivo, fra le voci in cui sono nata. Abbiamo un appuntamento, tempo, ma non qui, non ora, in questa perfezione che lenta scompare.   E tu ti torci nella pietra lassù, cavallo, occhio grande, spaventato. Calmati, sei perfetto così. Vuoi tornare alla sua mano, tu. Non è qui...

Light-Poetry (il tempo qui non vale niente)

testi di Mariagiorgia Ulbar fotografie di Gaetano Bellone   C'era una volta Una stanza per stare seduti in cui io mi sdraiavo. Da un ingresso di vetro persone entravano e uscivano. Io rivedo con occhi velati e pupille che guardano dentro primavere snervanti, erbe già marcescenti così tenere acerbe grafie che desidero ancora toccare. Posso dire che c’erano mappe del posto pendenti sulle pareti, la foto di un uomo di pietra con largo cappello, e mostrare cosí un momento del tempo in cui altri non sono...

Essendo il dentro un fuori infinito #5

di Mariasole Ariot Vuotarsi; ci si espone a tutta la pressione dell'universo che ci circonda S. Weil Stamani hanno spostato le poltroncine arancioni : la chiusura dev'essere libera, la porta in entrata e non in uscita, una donna vigila come un arbusto sulla soglia. Allunga uno ad uno gli arti, parla dei suoi cani sfogliando i giornali del 1998. Il tempo è fermo, nessuno se ne cura, le bave delle lumache si...

L’ultima frase

di Luca Lenzini In uno dei film più significativi degli ultimi anni, La venticinquesima ora di Spike Lee, c’è una scena in cui due dei tre amici protagonisti della storia conversano in un appartamento le cui finestre si affacciano su Ground Zero. Frank lavora a Wall Street e Jakob è insegnante di inglese. In una pausa della conversazione lo sguardo dei due si volge all’esterno: nella luce fredda,...

Un silenzio sociale

di Andrea Inglese Come tutti i disoccupati, gli spossati affettivi, e gli accidiosi per natura, ero tremendamente indaffarato, dovendo costantemente assicurarmi che non stavo facendo le cose più importanti, più tipiche, più auspicabili di un maschio adulto quarantenne: lavorare, guadagnare soldi, tessere proficue relazioni, contribuire alla manutenzione della casa e all’aggiornamento degli elettrodomestici, coricarmi con una donna, per espletare regolarmente le gioie della sessualità adulta. Per essere ben certo, che...

L’angelo necessario (Mario Dondero)

di Danilo De Marco Devo a Francesco Altan l'incontro con Mario Dondero, nei primi anni '80. Quando Francesco seppe delle mia partenza per Parigi mi disse con tono perentorio, quasi sciamanico: "Devi incontrare Mario Dondero". Mi diede il suo indirizzo. Io lo trascrissi male. Bussai così alla porta sbagliata... Ma, come accade quando ogni cosa si riassesta per opera del destino... poiché la prima freccia era stata scagliata, il fato non...

Cosa accade ad un paesaggio quando muore

di Mariasole Ariot L'assenza di rilievi montuosi e le nebbie velano a volte gli occhi F. Pusterla Richard Strauss Metamorphosen               

Il selfie, o del passaggio al discorso diretto nella narrazione dell’io attraverso le immagini

di Ornella Tajani It’s a new world, so make sure Should you go on tour to Greece or New York or the Fens To be in the swing: Never look at a thing Except through a camera lens - The Entertainment of the Senses, W.H. Auden, 1973 Premessa e discrimini Col boom della Apple anch’io ho comprato un Mac e ho scoperto quella subdola lusinga alla vanità che è Photobooth: il programma collegato...

Migrant mother (Dorothea Lange): un’icona americana

di Fabrizio Bottari (il brano fa parte dei testi che accompagnano la prima traduzione italiana di "Il loro sangue è forte", di John Steinbeck, abbinata a fotografie di Dorothea Lange, Pentagora, 2013, 12 Є) Questa fotografia, nota col nome di Migrant Mother (Madre Migrante), è l’immagine identificativa della Grande Depressione: mostra una donna che incarna la sofferenza di un’intera nazione, ma anche una madre che è ancora in grado di proteggere...

Wall

(esce domani una sorta di “piccola enciclopedia del pensiero contemporaneo”: L’età dell’estremismo, di Marco Belpoliti. Ho chiesto all’editore e all’autore un capitolo che qui riproduco, ringraziandoli. G.B.) di Marco Belpoliti Tra il 2008 e il 2010 il fotografo ceco Josef Koudelka si è recato più volte in Israele e in Palestina. Invitato dal progetto «This Place: Making Images, Breaking Images – Israel and the West Bank», avviato dal fotografo Frédéric Brenner,...