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Jonas Mekas. Anti-100 Years of Cinema Manifesto

      Anti-100 Years of Cinema Manifesto Come sapete bene è stato Dio a creare     questa Terra e ogni cosa sopra di essa. E pensava che tutto fosse grandioso. Tutti i pittori, i poeti e i musicisti cantavano e celebravano insieme la creazione . Ma mancava ancora qualcosa. Così, grossomodo 100 anni fa, Dio decise di creare la cinepresa. E fece proprio così. Creò poi un regista, e gli disse: "Qui...

In principio fu Full Monty (sei disoccupato? Balla!)

di Emanuele Di Nicola (Pubblichiamo un estratto dal volume La dissolvenza del lavoro. Crisi e disoccupazione attraverso il cinema, Emanuele Di Nicola, edizioni Ediesse, in uscita il 21 febbraio 2019) È il 29 agosto 1997. Nelle sale britanniche esce un piccolo film, l’esordio al cinema del regista Peter Cattaneo, su scommessa del produttore italiano Uberto Pasolini che lo finanzia: si intitola The Full Monty. È la storia di alcuni lavoratori di Sheffield,...

Cine-occhi e cine-pugni: due modi di intendere il cinema

  di Rinaldo Censi Tra i film che Sergej Michalovich Ejzenstejn avrebbe voluto realizzare e che sono rimasti allo stadio meramente cartaceo spiccano numerosi trattamenti letterari: si va dall’Armata a cavallo (Babel) a Don Quixote, da Sutter’s Gold (tratto dal romanzo L’or di Blaise Cendrars) a un Giordano Bruno da filmare a colori, e poi Black Majesty (dal romanzo di George V. Vandercook, sulla rivolta di Haiti nel XVIII secolo e...

Chi sono Danièle Huillet e Jean-Marie Straub?

di Gianluca Gigliozzi Nell'estate del 1992, al festival cinematografico di Bellaria, fermai, al termine di un dibattito, Paolo Benvenuti, che aveva presentato qualche ora prima uno dei suoi film più belli, Confortorio, e gli domandai quale fosse a parer suo il regista più importante dei nostri tempi. Mi rispose senza esitazioni facendo due nomi per me nuovi: “Jean-Marie Straub e Danièle Huillet sono il futuro del cinema!”. Rimasi talmente impressionato...

Andrej Arsen’evič e io

di Fabio Zuffanti Andrej Arsen’evič Tarkovskij nasce nel piccolo villaggio russo di Zavraž’e nel 1932. E’ figlio del poeta Arsenij Aleksandrovič Tarkovskij, uno che con le parole sapeva costruire paesaggi di pallida malinconia e struggimento ma riusciva anche a usare i suoi componimenti come lame affilate nei confronti delle ingiustizie del potere politico. Un uomo scomodo così come è scomodo il figlio, che trasla l’immaginario paterno in sembianze cinematografiche di...

Je so’ pazzo – un film di Andrea Canova

di Mariasole Ariot “Ogni realtà sociale è, per prima cosa, spazio”. Braudel   Riabitare i luoghi di confine significa riscriverne la storia senza cancellarla -  là dove tutto sembra(va) votarsi proprio a questo: all’oblio. Significa dare alla storia precedente, per sottrazione, una nuova voce. Riabitarli, riscriverli, e infine raccontarli: perché senza una narrazione che sappia entrare nei sotterranei di un passato dimenticato e di un presente riedificato, con occhio spalancato ma con la delicatezza...

Venezia 74 – Un caso di Realtà Virtuale

di Lorenzo Esposito Quando due anni fa Tsai Ming-liang presentò a Venezia l’inquadratura fissa intitolata Afternoon, dove un regista e il suo attore feticcio (Tsai Ming-liang stesso e Lee Kang-sheng), installati nel quadro bucato di una casa diroccata, consumano una delle ossessioni amorose più sconcertanti e appassionanti della storia del cinema, l’ingenuo accostamento fatto dai più con certa tendenza museale dell’ultim’ora era già di per sé disinnescato dall’ambizione tutta umanistica...

Neanche fare, neanche vedere. Sul cinema di Magdalo Mussio

di Giorgiomaria Cornelio   Per la casa editrice Quodlibet è stata pubblicata recentemente un’antologia di scritti critici dal titolo Marginalia, a cura di Paola Ballesi, che traversa l’opera di Magdalo Mussio sul filo d’un discorso pittorico. Mussio è stato il poeta della memoria randagia, della memoria a non concludere, cioè di tinte, umori e timbri dati come incrostazioni, resti indecisi di senso: «in principio era la rovina». Non si tratta di indugiare...

Cannes70: due film e una questione

di Lorenzo Esposito   “I don’t watch Netflix”. La risposta perentoria con cui Abel Ferrara in Alive in France (Cannes 2017, Quinzaine des réalisateurs) rimbrotta il fanatico fan che lo assilla all’uscita dal concerto della sua nuova band rock/blues/romantic è sufficiente a disinnescare giorni di discussioni montanti e aleatorie su quello che, oltre a essere un falso problema (le piattaforme online cambiano o stanno cambiando la porzione di schermo cui aspirano...

The Good Intentions

di Alberto Brodesco Cosa sono le buone intenzioni? Possono giustificare pratiche o condotte sbagliate? La film-maker Beatrice Segolini ha deciso di realizzare un documentario sulla sua storia familiare, in particolare sulla figura del padre, sul tabù che lo circonda. A dirigere The Good Intentions c'è un secondo regista, Maximilian Schlehuber. Il suo ruolo di invitato invisibile è fondamentale: accompagnando lo spettatore fra i panni sporchi che a quanto si dice...

Quando mi apparve amore – Domenico Conoscenti

Anteprima della raccolta di racconti di Domenico Conoscenti   da Sotto(p)pressione   Quando lui finalmente mi dà un appuntamento a casa sua, io, cioè il mio personaggio dice fra sé “è fatta, per stasera sono a posto”.   In che modo vi siete, anzi, si sono conosciuti?   L’ho visto passare due volte alla Vucciria. La prima è di sera, io sono davanti alla Taverna Azzurra, tra una marea di gente, il bicchiere in mano, con due amici;...

cinéDIMANCHE #26 FRANCESCO DAL BOSCO Amnesia (I morti ritornano)

  di Francesco Dal Bosco (con una intervista al regista curata da Giacomo Sartori) Cos’hai voluto fare con questo lavoro? Con questo video, che dovrebbe essere il primo di una serie, ho cercato di riattivare e restituire energia a un’iconografia altamente significativa degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, quando queste figure e queste parole proiettavano nel mondo una volontà di resistenza e cambiamento. Prima che venissero depotenziate, rese innocue dalla...

Bracciate # 5 – Manuel Maria Perrone

Il quinto racconto della rubrica  Bracciate è «Il polpo in insalata», testo vivo e fresco di Manuel Almereyda Perrone, svizzero di origine napoletana, di stanza a Marsiglia, dove ha fondato l’Agence de l’Erreur (www.lerreur.fr), con cui sviluppa i suoi progetti teatrali e cinematografici.   Il polpo in insalata     Mia nonna non la chiamo tutte le domeniche. E quando la chiamo, so che prima devo fare stretching, rilassare la respirazione, sorridere allo specchio, dopodiché prendo la cornetta, compongo, dico “ciao-nonna-sono-io-Manuel”...

Braccia rubate (al cinema) Atto III

  Ecco, con un po’ di ritardo, il terzo e ultimo atto della rubrica « Braccia rubate (al cinema) », corredato da una breve bio-filmografia dell’autore e da un link a un film che evoca il testo (o viceversa). Le ultime braccia rubate sono quelle di Ivan Polidoro, con la sua storia che edifica poco, ma bene.   Una storia poco edificante   https://www.youtube.com/watch?v=9Hd_uO72h1s   Il giorno in cui la signora Santi morì c’erano tutti e tre i suoi figli. Non li vedevo da tempo, per...

Elogio cinematografico del suicidio

di Emanuele Canzaniello   Edipo a Nazareth (1981) – Werner Maria Schroeter   «L’arte è una vendetta contro la vita, non ho ancora trovato nulla che riesca a respingere quest’ipotesi nella mia testa», questo dichiarava Schroeter in un’intervista degli anni ’70. E la sua vendetta migliore è consumata oggi con l’uscita del suo Edipo. Non un film ma un music hall d’intertestualità biblica, un Jesus Christ Superstar serissimo, terroso e pieno di scarti...

Il cinema silenzioso di Michelangelo Antonioni, pittore

di Beppe Sebaste  Si inaugura in una galleria di Piazza di Pietra – Galleria Anfosso – una mostra di quadri di Michelangelo Antonioni. Se ne parla come se fosse la prima volta, uno svelamento. Ma non è così, non la prima volta che vengono mostrati, e per di più in quella stessa piazza. È però la prima volta senza Michelangelo. I suoi quadri sono cioè diventati merce, oggetti orfani confondibili con altri...

Non luogo comune

https://vimeo.com/142110637 ↓↓↓ Non Luogo Comune è un cortometraggio che ha preso forma negli ultimi mesi. È la presa di coscienza di come il linguaggio possa diventare un corpo staccato dal contesto culturale di riferimento, farsi sintomo e metastasi di un processo di erosione dei complessi rapporti sociali che le società occidentali stanno affrontando. Sul tema delIa migrazione, i media mainstream e i link sgrammaticati che scorrono sulle timeline dei social network...

Il sordido realismo

di Francesca Fiorletta Jafar Panahi ha girato, letteralmente davanti alla telecamera, uno dei film più interessanti degli ultimi tempi. Si è messo alla guida di un taxi, in un ipotetico giorno qualunque, e ha attraversato le vie polverose e catatoniche di Teheran. Ha fatto salire, sembrerebbe per caso, un borseggiatore professionista che inneggia all’impiccagione dei ladruncoli d’accatto, una maestra d’asilo che si esercita nella difesa dialettica dei diritti umani, seppure...

Habitat – Note personali # 3

di Alessandro Chiappanuvoli interventi di Emiliano Dante   Vedere un film sull’Aquila a sei anni dal terremoto con tutto ciò che nel frattempo è stato detto è masochistico, questa l’opinione comune. Il film, però, è di un regista aquilano che conosco, Emiliano Dante, allora, mi faccio coraggio e vado, lo proiettano nell’auditorium di Renzo Piano, sfondo rosso e acustica perfetta. (Più sfondo rosso che acustica perfetta: mancavano i subwoofer all’amplificazione. Poca cosa, se...

White Spiders / Ragni bianchi

Gli angeli custodi delle cave di marmo di Carrara un film di Luca Galassi Appeso a un corda, in perenne sospensione sulle pareti di marmo bianco, il tecchiaiolo è l'angelo custode dei cavatori. Opera nelle condizioni più estreme per mettere in sicurezza il fronte roccioso, che sorveglia e ripulisce con ferri antichi: il martello, con cui saggia la tenuta della parete, e il paletto, che utilizza per scalzare massi e placche...

Class enemy : Kant torna in cattedra

di Mattia Maistri L'opera prima di Rok Bicek ha una trama piuttosto semplice: un professore di tedesco, Robert Zupan, sostituisce una collega in congedo di maternità in un liceo sloveno. Da quel momento in poi, tutto il film ruota attorno al difficile rapporto tra l'uomo e la classe, esasperato dal tragico suicidio di una studentessa e dalla ribellione degli studenti che attribuiscono al docente la responsabilità dell'accaduto. Il conflitto acuisce la...

videoarte # 1-30… in attesa di una nuova rubrica

Jean-Luc Godard Francesco Vezzoli Philippe Parreno Santiago Sierra Erwin Olaf Sam Taylor-Wood Andy Warhol Mike Figgis Melanie Gilligan David Lynch Jesper Just Omer Fast Doron Solomons Guy Ben Ner Vladimir Nikolic Zbynek Baladran Fischli & Weiss Christian Marclay Daito Manabe Floris Kaayk Zimoun Zin Taylor Adrian Paci Till Nowak William Kentridge Masha Godovannaya Runa Islam Carlo Casas Nicolas Provost  João Maria Gusmão + Pedro Paiva - Nazione Indiana inaugurerà presto una nuova rubrica dedicata all'immagine in movimento, che proporrà la visione di video e film con cadenza regolare, anche succedendo, in modo più ampio e organizzato, a questo mio ciclo dedicato...

La quasi morte dell’autore: Near Death Experience

di Alberto Brodesco   Impiegato di un call center si dirige in tenuta da ciclista verso le montagne per suicidarsi. Sta tutta qui la trama di Near Death Experience, film di Benoît Delépine e Gustave Kervern. A interpretare l'impiegato, in un film in cui gli altri personaggi sono solo comparse, è Michel Houellebecq. Si tratta di una presenza decisiva, che attraversa gli spazi del film conferendo massa alle componenti elementari che...

Maresco e Belluscone: colpi di grazia

di Giuseppe Schillaci http://youtu.be/3syOtKCqBvY Berlusconi è solo un pretesto, una boutade, una trovata promozionale. Il suo nome, storpiato in siciliano, evoca qualcosa di vago e di terribile: il colpo di grazia a un’Italia agonizzante, o più in generale a una certa idea d’umanità, o piuttosto al senso di fare cinema oggi o, ancora, al percorso radicale di Franco Maresco. Con il film Belluscone, una storia siciliana, l’autore tocca il fondo delle sue ossessioni, e infatti Tatti Sanguineti...

Blaxploitalian. Cent’anni di Afrostorie nel cinema italiano

http://www.youtube.com/watch?v=N3TC_cMit00 Il regista-attivista Fred Kudjo Kuwornu sta iniziando in questi giorni le riprese del documentario “Blaxploitalian. Cent’anni di Afrostorie nel cinema italiano”. Kuwornu, che con il documentario "18 Ius Soli" aveva raccontato il problema del diritto di cittadinanza per i figli d’immigrati nati e cresciuti in Italia, intraprende un viaggio tra le semplificazioni e le lacune della rappresentazione nel cinema, in televisione e nei mass media, mostrando una Italia multiculturale...

Prospect Cottage. Il giardino di Derek Jarman

di Rinaldo Censi   Il primo di gennaio del 1989 è una domenica. Ed è forse il giorno giusto per iniziare un diario. Derek Jarman si trova nella zona costiera del Kent, a Dungeness. Lì, nel 1986, ha acquistato una casa in legno, notata durante i sopralluoghi per The Last Of England. Prospect Cottage. Amore a prima vista. Gli basta poco più di una pagina, quella che apre Modern Nature. Diario...

La forma saggio e il footage, un metodo di produzione

di Rinaldo Censi Nel 1983 Harun Farocki recita come attore in Klassenverhältnisse (Rapporti di classe), di Danièle Huillet e Jean-Marie Straub. Realizza un film a partire dalla sua lavorazione, Arbeiten zu, “Klassenverhältnisse” von Danièle Huillet und Jean-Marie Straub (1983). E' un film importante che mette a nudo un processo di lavoro, di creazione: le prove, le ripetizioni, le riprese, il film. A quel tempo, i rapporti fra i tre sono...

Su “Sangue”

di Marco Rovelli Ancor prima di essere proiettato al festival di Locarno, il film di Pippo Delbono Sangue ha ricevuto numerosi attacchi da molti giornali italiani per il solo fatto di contenere la testimonianza dell'ex brigatista Giovanni Senzani. Ma non si può liquidare così Sangue, un film estremo: estremo perché vive di una tensione estrema verso i confini di vita e morte attraverso le storie parallele della morte della madre...

video arte #27 – runa islam

Runa Islam, Be the first to see what you see as you see it, 2004. http://vimeo.com/12746570 Runa Islam, Time Lines (estratto), 2005. http://vimeo.com/22657435  

video arte #26 – masha godovannaya

(Masha Godovannaya, Untitled #1, 2005.) http://vimeo.com/19086173