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poesia

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un’iniezione e via

di Giacomo Sartori t’ho sempre fatta aspettare e t’innervosivi non sopportavi l’inazione e i legacci dei legami melensi o plebei che li giudicassi (protofemminismo in salsa vitalista con afflati estetici ma anche mussoliniani: nevrosi novecentesche riassumeremmo oggi)   perfino stavolta ho tergiversato coi miei demoni: dispatie compensatrici di figlio del trauma quando vieni? m’hai chiesto (ombre di parole perentorie e materne nel telefono sospeso a mani d’altri)   avevi furia d’andare un’iniezione e via eri tanto stanca piumetta di nervi e ossicini (peraltro non miei) smaniosi di nozioni e romanzi fino sotto morfina (ancora e sempre) ho vissuto tanto…   mercoledì? ha brusito il filino roco ormai sfinito a Rosemarie Lange (“Piuma”),...

La tesa fune rossa dell’amore. Madri e figlie nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese.

Pochi mesi fa presso l’editore La vita felice è uscito questo bel progetto antologico, a cura di Loredana Magazzeni, Fiorenza Mormile, Brenda Porster, Anna Maria Robustelli. Il libro raccoglie un’ampia scelta di poesie di lingua inglese, dove nella voce delle poetesse le due figure di madre e figlia si mescolano e si confondono, si denunciano, si ritrovano e perfino si perdono l’una nell’altra, articolandosi in tre macrosezioni che hanno...

di fantasmi e stasi. transizioni.

di Gianluca Garrapa su questa mano stretta attorno all’aria della mattina. non c’è la compatita morte di chi avete ucciso. i morti uccidono i vivi e poi li chiamano suicidi. sboccia nella loro mente come un vaso di ceramica la cattiveria alimentata dalla cultura dei libri. e non sanno altro che vincere e leccare i piedi al cielo di turno che li renda meno anonimi. non ho amici che nei...

come sei bella Parigi

di Giacomo Sartori come sei grigia Parigi al Bataclan hanno mitragliato e mitragliato inermi rockettari più ligi che dissacranti in un silenzio di apnea gli smartphone incalzavano a bagno nel sangue (le tattuate star californiane se l’erano data a gambe)   come sei grigia Parigi davanti allo stadio tre pessimi allievi sono schizzati sui cartelli e nei capelli di passanti digitanti poltiglia d’un miraggio devoto (intriso di geopolitico greggio) compunta o venduta la diretta blaterava di bombole esplose   come sei grigia Parigi nella serata sovraeccitata hanno macellato socievoli bevitori di birra davanti al Carillon sulla cresta...

Essendo il dentro un fuori infinito #7

di Mariasole Ariot "La diffusa credenza che kangaroo significasse "non capisco", risposta nella lingua aborigena a una domanda posta in inglese, è soltanto una leggenda" Roberto grande piede è un canguro. Macropodidae. La testa inclinata a est, la sacca marsupiale per i nuovi ospiti, i passi falcati, lenti se necessario, un salto dalla finestra quando è troppo. In ordine sparso appaiono tre rivelazioni notturne, le bussa al campo della mia porta,...

François Jullien, la poesia, la critica

di Daniele Barbieri   Quando leggo François Jullien mi trovo frequentemente in convergenza col suo pensiero, riconoscendo comunque in lui l'invidiabile vantaggio di poter basare le proprie riflessioni su duemilacinquecento anni di pensiero cinese, nella sua fondamentale diversità dal nostro. L'assunto (wittgensteiniano) di base delle osservazioni di Jullien è che ciò che ci è troppo vicino, ciò che è alle basi stesse del nostro pensiero, ci sia per questo stesso motivo...

Da “L’OSPEDALE”

di Maddalena Vaglio Tanet 1. L'accettazione Sedute con le mani in grembo le ginocchia strette, i capelli raccolti nel vestibolo di un ospedale americano, noi insieme diffidenti l'una verso le altre e loro di più ancora: Niente paura signore ossa, I is on your side. Nel giardino di Saint John due uccelli, gazze a giudicare dalla coda, si contendono qualcosa, la nebbia gonfia il cielo tra i margini dei tetti, violagrigia, macchiata di rosa in certi punti (ossidi forse, polveri). Amsterdam Avenue tira una...

( fotografie di E. S. Curtis ) e altri inediti

di Simone M. Bonin Goldenrod Meadows – Piegan 1911   Una ti squadra la fronte con gli occhi, l’altra ti avvolge la guancia, chiede “Che ci guardi a fare con quella macchina?” Avranno sì e no quindici o sedici anni e i volti di chi cresce in fretta. Parlano una lentezza che non mi appartiene più. Stringono mazzi di foglie di tabacco dentro i palmi e la pelle è dello stesso colore dell’erba secca. Sono rughe delle...

150 anni di Alice – Non solo Alice: Lewis Carroll e le altre bambine

150 anni fa veniva pubblicato Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll. Ho chiesto a scrittori, studiosi, appassionati di pensare un loro contributo personale per celebrare questo capolavoro del linguaggio e dell’immaginazione. I post si susseguiranno a cadenza irregolare fino all’autunno e saranno contraddistinti dal tag: 150 anni di Alice, presente anche nel titolo. I post già pubblicati si possono trovare QUI. (NDF) di Francesca Cosi e Alessandra Repossi Tre signorine un...

FABIO TETI “spazio di destot”, verso la nuova complessità

di Daniele Poletti “Se leggo con piacere questa frase, questa storia o questa parola, è perché sono state scritte nel piacere (questo piacere non è in contraddizione con i lamenti dello scrittore). Ma l’inverso? Scrivere nel piacere mi garantisce - me, scrittore - del piacere del mio lettore? In nessun modo. Questo lettore bisogna che lo cerchi (lo «draghi»), senza sapere dov’è. Si è creato allora uno spazio del godimento....

Giorgio Ferigo (poeti friulani # 6)

fotografie di Danilo De Marco               Il timp Timp dai baraçs i mi soi scuviert fuea ai tiei ramaç tu mi sês Norte Timp dai sclopons paràulas sofladas tal segrêt dai cjantons tu mi sês Norte Timp dal muiart il Dean i ai passât par cjatâti, gno mâl fuart tu mi sês Norte Timp das radîs amȏr malnudrit, fadia di essi vifs tu mi sês Norte Timpo da giuligna paràulas fruiadas, bussadas glaçadas tu mi eras Nort E alora i lu vent par un franc il gno...

A proposito di un popolo di poeti

Biagio Cepollaro e Luca Vaglio La conversazione che segue tra Luca Vaglio e me ha trovato spunto iniziale dall’articolo-inchiesta da lui pubblicato il 29 maggio 2015 dal titolo Un popolo di poeti, ma chi li legge oggi? su Gli Stati Generali  Rileggendo l’articolo ho fatto alcune riflessioni che gli ho poi inviato via mail. E così è nata questa conversazione sul tema dell’ ipotetica diminuzione della “percezione” della poesia da parte del pubblico...

Leo Zanier (poeti friulani # 5)

fotografie di Danilo De Marco               Da ogni famea  via un zovin da quasi ogni famea via in Russia a imparâ a copâ   via a pît ta glaca o tal paltàn   plui no scrivin si vai in ogni cjasa   pôs a tòrnin 'l é dûr sierâ a vincj agns   chei ch'a tòrnin devéntin partigjans   Da ogni famiglia via un giovane / da quasi ogni famiglia // via in Russia / a imparare a uccidere // via a piedi / nel gelo o nella palta...

Tito Maniacco: “Il guardiano del faro” (poeti friulani # 4.3)

  II Oh quanto a me somigli nella tua solida inutilità faro dismesso dalla mutevole catena del moderno quando radar satelliti locali satelliti orbitali segreti satelliti del cupo poliremo militare hanno ri-messo nel bric à brac del magazzino dell'antiquario de La peau de chagrin questo relitto d'epoca pre fordista per le perdute navi di un perduto impero costruito infilando cemento e pietre fra il ruggito nero della bora e il belante groviglio dei giorni immoti chiatte a vapore e marinai di gomena insieme a marinai...

da “La superficie delle cose” (2015)

di Silvia Tripodi   Fanno mostra di sé Mentre fuoco Mentre fuoco Serve dimostra Quanto calore quanta luce Tra le mani Dentro di esse Attraverso i pugni di esse Le mani sul fuoco Dimostrate Lato per lato Faccia dopo faccia Mostrando Dimostrandi i lati Uno per uno Quando luce che è Quanta ne serve Fuochi calore e ombre Ombre almeno sembra Tali e Mostrare la faccia delle cose Mentre il resto non si sa Lasciato alla luce Se la volpe adesso A cercare la ragione della volpe La bellezza del sole che langue La bellezza del tramonto Che...

Tito Maniacco (poeti friulani # 4.2)

  La torre dei Celti  I Coloro che hanno certi pensieri in un certo composto modo siedono come se le ossa fossero intenzioni o segrete speranze così osservi colui che seduto qui con la penna scrive a questo tavolo e a lui ti rivolgi con amicizia e gli porgi attento lo sguardo   E allora lasciando cadere la penna sul foglio bianco quadrato Ti sussurra piano perché il vento che agita gli oscuri fiori è caduto: così come dicono...

Nuovi giorni di polvere

La tensione civile di queste poesie interroga tempo e paesaggio sedimentati a resto, mescola i luoghi e l'umano a formare un'unica voce, un frammento, un rumore che persiste anche quando essi si sono annientati l'uno nell'altro, l'uno dall'altro vengono disertati. Yari Bernasconi ci conduce in zone di confine geografiche, paesaggistiche, sentimentali dove i morti si affacciano nei vivi, i corpi si frantumano nella roccia, dimenticano la loro lingua nei boschi come...

Tito Maniacco (poeti friulani # 4.1)

fotografie di Danilo De Marco   In principio era la parola I Credo che la parola sia perduta, tanta fatica costa pronunciarla.   Credo che noi siamo perduti senza la sua stella.   Allora ognuno, vinto dal panico, getterà le armi e s’arrenderà al dolce clemente nemico.     II   Vi è nelle cose un senso più profondo che sfugge, come nelle conchiglie il mare. Arrendersi, ora, è morire della morte che questo secolo ci può dare, come il diritto al benessere, alla macchina, agli strumenti del demonio, i feticci alienanti...

I processi di ingrandimento delle immagini – 14 inediti di Lili Hofer

di Mariasole Ariot Un passaggio interno : occhio ad occhio in sequenza successiva Lili Hofer (Bolzano 26.2.1984 – Bastia 2.6.2015) ha lasciato questi testi a Flavio : un resto di ciò che resta, la presenza viva di un'assenza.  E Flavio,  attraverso una finestrella che si apre e ci apre al mondo , li passa a noi con un appunto : Per un’antologia di poeti scomparsi. Possiedo un campo in provincia di Parma, poso le lapidi. Dunque...

L’importanza di essere piccoli. Quinta edizione, 3 -6 agosto 2015

La poesia che viene al mondo vi giunge carica di mondo. P. Celan, Microliti, ed. Zandonai   PROGRAMMA Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito e si svolgono a partire dalle ore 21:00  Lunedì 3 agosto, ospiti dell'affascinante castello neogotico Manservisi di Castelluccio (Porretta Terme) dentro un grande parco con alberi secolari e che si estende fino al Museo Laborantes, il più grande Museo etnografico della montagna bolognese, due “regine” del panorama cantautorale e...

da “album”, da “taccuino”

  di Claudio Salvi mi raccontate di quella notte che un cervo vi è saltato davanti. l'avete abbattuto ma quando siete scesi—lei si era aggrappata al sedile—il cervo era andato via. per fortuna, avete detto, non ci siamo fatti niente. ma quell'animale è morto, hai aggiunto. come ogni volta avete affrontato la salita e siete saltati giù tremanti al cancello. una lampadina illuminava le begonie. da allora, passando sulla strada...

Novella Cantarutti (poeti friulani # 3)

fotografie di Danilo De Marco               Gent da la Grava (Spilumberc) Li’ gravi’ a’ bévin il sarègn da l’aga tal Tilimìnt, e ta li’ pièri strachi’ dal cjscjel al duàr un altri timp. Gent da la Grava ingenoglada in Domo, là che i arcs a’ son ali’ di ànzai granc’ e i sans flurîs in coru intôr l’altâr a’ vèglin tuna lûs verda di aga.   Gente della Grava (Spilimbergo). Le ghiaie bevono / il sereno dell’acqua / nel Tagliamento,/ e nelle pietre stanche / del castello...

Poetessa cronofaga

di Romano A. Fiocchi Eliza Macadan, Anestesia delle nevi, La Vita Felice, 2015. Cronofaga / la chiesa / batte campane / di eternità. Ho trovato bellissimo questo “cronofaga”. Mi ha catturato come una trappola poetica. Ma di altre trappole poetiche sono disseminate le raccolte di Eliza Macadan, in particolare questa sua “Anestesia delle nevi”, uscita nel marzo scorso per la casa editrice milanese La Vita Felice. Trappole come il verso ricorrente...

da “La storia, i ricordi”

di Gianluca D'Andrea Trasposizione (o l'identità del poeta)  Il fatto di essere non sussiste esiste l’essere come un fatto del sentire. Allora io sarà il nucleo per cui posso essere me stesso, non il triciclo abbandonato in strada accanto ai bidoni ustionati. Mia figlia pedala. Io è le mutande del ragazzo al semaforo che vende accendini. Dopo un giorno di lavoro brucio i fazzoletti abusivi e raccolgo parole da uno schermo, ustionato da tutti i contatti.     L'identità (o trasposizione del poeta)  Sentiva di spostarsi e...

Il pasticciaccio, Cutigliano

Francesco Bargellini è mio conterraneo, concittadino e quasi coetaneo eppure l’ho incontrato da pochissimo per i casi di un concorso di poesie all’interno delle scuole elementari e medie. Mi ha regalato i suoi libri, tra cui questo, Sono paura (Polistampa 2013), che ho letto appena avuto, durante un viaggio in treno, con lo stupore di un riconoscimento attraverso le nostre diversità. È un libro complesso, articolato nell’alternanza di prosa...

Blu romanzo

un inedito di Marosia Castaldi   Dogville burning vide sulla corolla dei girasoli il volto atroce di Osiride la maschera di un Tirannosaurus Rex dal volto bifronte, il volto sperduto di un cane bifronte che l’azzannava alle caviglie le rodeva le spalle I girasoli  stremati dalla scorrere di giorni tutti uguali l’uno all’altro sempre e solo volgere la corolla i pistilli verso  il  nascente Sole, chinarlo timidi sonnolenti ai raggi dell’incipiente notte...

El cussìn

di Fabio Franzin                                                                                                                         Per Francesco Sgroi, con pietà Quel che l’é...

Extraterrestrial activity #2: I primi uomini su Mercurio

di Edwin Morgan  – Veniamo in pace dal terzo pianeta. Ci condurreste dal vostro capo? – Strora bèrrae! Bèrra. Bèrra. Strorahlex? – Ecco un modellino del sistema solare con parti semoventi. Voi siete qui e noi siamo laggiù, e ora noi siamo qui con voi, capite? – Glex horroi. Bèrra Aborrhannahanna! – Il luogo da dove proveniamo è blu e bianco con del marrone; questo marrone, guardate, lo chiamiamo ‘terra’, il blu è ‘mare’ e il bianco è ‘nuvole’ sopra la...

Note in margine al manifesto più breve del mondo

di Giorgio Mascitelli ( questo intervento è stato scritto per Libera occupazione poetica, iniziativa in occasione della giornata mondiale della poesia, tenutasi a Torino il 21 marzo scorso presso la fondazione Antonicelli e curata da Andrea Inglese, Francesco Forlani e il collettivo Sparajuri) Alcuni anni or sono mi capitò di redigere un manifesto letterario che per la sua brevità chiamai il manifesto più breve del mondo ( sono sempre stato pigro )...

Ida Vallerugo (poeti friulani # 2.2)

testi di Ida Vallerugo e fotografie di Danilo De Marco               Côru mut  Si tu vedés indurmindìda rôsa ce mout che al mont a si davierç la rôsa   Si tu vedés ce mout c'a s'impîinin a una a una li bieli nêstri citâs.   Oh si tu sintés ce câlmu mâr che four tal scûr a s'ingruma ce ondi lisêri c'a sflorin li paréis   e a prèmin, discreti mans.   Oh si tu la sintés il côru mut dai muars cencja vous dal...