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sequenza di malco

di Lorenzo Mari

*

non si compone: non sa fumare
dello spazio che fumare riempie di ictus
il canto che fumare potrebbe
fumare come una riserva
altamente disponibile e in cerchio
per ogni tipo di combustione fumare
senza rivoluzione quasi come
un lapsus o un’altra forma
questo dovrebbe almeno
smettere perché ai suoi molti figli
squadrando il cammino da parte a parte
il padre aveva lasciato soltanto una cassa
piena di carte
si pensava a un tesoro
che invece si poteva semplicemente
fumare poi se n’era andato ridendo
si ricordava che era pieno
di vita fino alle punte
dei polmoni alle punte dei fiori
e lasciando solo una cassa
da fumare disse amore mio
poi correggendosi amori miei
di mio resta questo
pieno ma proprio soltanto
di carte e cartine per

[dire e far dire: c’ero anch’io]

 

 

*

 

 

non si compone: sa che tagliare
la pelle tagliare di netto la voce
la campitura tagliare la strofa
dovrebbe consentire al piede inerte
di tagliare le gambe che ancora
riescono a muoversi
dovrebbe verso un altro passo
tagliare senza dividere
il cammino da tagliare
saprebbe dire
prendere la svolta altrimenti
poi il cappio soprattutto
lasciato dalla madre
per meglio legare alla roccia lo spazio
togli la gola che a tagliare
in primo luogo il canto
che non è stata per sua fortuna
una vittima o altro
lei: prendeva tutto alla leggera girava
l’angolo girava anche nello stesso punto
tornando allo spazio
metteva meglio il cappio
per meglio tagliare e cantava
ma si preparava lo stesso
nonostante il macero del suo primo
libro di poesie per sentirsi libera
nella sommossa generale nella generale rivolta
libera di soprassalto
di tagliare a un certo punto la

[frase che dicevano: era già morta]

 

 

*

 

 

non si compone: al fratello parlare
per frammenti ma dopo questo
riempire lo scazzo riempire
il vuoto dell’arnia
e del grande prato
senza uno straccio di
contratto parlare
ma non del vaso da rimettere
in sesto
ancora e ancora ricollocare
un gesto di parlare
una movenza di
parlare e poi lasciare un silenzio
dimentico dell’ictus del padre
parlare a una tavola
una domenica una qualsiasi domenica
parlare metro libero o anche
misura scatenata parlare
scostando l’orecchio tagliato
al cicalino del resto
senza argomenti darsi un tono
più forte o più elevato
parlare di disfatta
allora alzando la sinistra
parlare la sinistra
parlare di tutto e di

[una vittoria, si diceva: qualcuno l’ha vista]

 

 

*

 

 

non si compone: perire il figlio
prima del padre perire
di un esperimento andato
a catafascio perire nello stacco
del tetto qui in seno
al suo perfetto contesto
ferito ma perire piuttosto
il padre scoperchiando la cassa
la madre stracciando le vesti
il fratello senza discettare di realismo
socialista o peggio
perire allora
nel tentativo poco e male
dilacerato
perire lasciando
che la violenza un giorno
si sappia la violenza perché
scoppiare in un altro posto vorrà dire
perire in un altro posto
e così sia
il figlio disse
giungendo le mani
sembrava che pregasse
anche lui che dicesse
dio al suo servo perire
ma la violenza di spada
di stile di un’altra storia
per favore domattina presto
che ci racconti un’altra storia
per ferire
sull’altro lato ovvero
a destra e a

[Malco: ormai è noto, il dolore all’orecchio]

 

 

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Ornitorinco

di Lorenzo Mari

Ornitorinco II

Ornitorinco, svìtati.

Ritorna papera o coniglio,
che poi nella ramaglia

corri a vedere ciò che non puoi
in ogni tratto, in ogni sbaglio:

immagine-immagine / immagine-parola / parola-parola

scorgi, ovvero discerni

(dormi)

Conto a mente delle guerre perse, mai combattute,
mai organizzate, e a scanso di ogni possibile dichia-
razione.… Leggi il resto »

“In realtà, la poesia”: premio per la critica 2015 (II edizione)

Il sito In realtà, la poesia ripropone per il secondo anno il premio per un testo inedito di critica letteraria.

Gli obiettivi restano i medesimi:
1. rinvigorire la pratica critica incoraggiando un approccio ermeneutico che – allontanandosi dalla retorica squisitamente accademica così come da quella giornalistica – recuperi un rapporto più intimo e ravvicinato con i testi, tornando ad essere quello strumento in grado di individuare i nessi con la realtà nella quale tali testi vengono scritti o letti; ovvero, quei luoghi in cui nuovi modi di dire indicano nuovi modi dell’agire.… Leggi il resto »

In dieci contro undici

di Lorenzo Mari

Che si tratti di memoria futbologica o meno, ci si deve chiedere, a un certo punto, se “si gioca meglio in dieci contro undici”; in campo cinematografico, poi, non si tratta di evocare La grande bellezza quanto, forse, L’uomo in più; Tradimento e perdono, infine: non per fischiettare la canzone di Venditti, ma per cogliere le tensioni contrastanti, nel parlare di “fuga”, da parte di chi ha scritto La caduta dei gravi.… Leggi il resto »

Nel debito d’affiliazione

di Lorenzo Mari

Figlio di questo e di quella

Manto, Tiresia. Sei figlio di questo e di quella,
della storia e dell’incesto,
dell’impossibile piacere
di tutti, che è deserto
per chi resta. (O anche
un limbo tratto dall’inferno,
correggendo, lievi, la svista.)… Leggi il resto »

“In realtà, la poesia”: nascita di un nuovo sito

Luigi Bosco, Davide Castiglione e Lorenzo Mari sono i giovani  coordinatori di un nuovo sito di critica di poesia che mi sembra particolarmente degno d’interesse, stando alle premesse che si possono leggere nel post di apertura. Non che la critica di poesia sia assente dalla rete, ma permane tutt’ora l’esigenza di esplicitare criteri e nodi teorici del lavoro critico.… Leggi il resto »

Pubblico e poeti: una svolta civile?. Parte seconda.

Inserto teorico, partendo dall’interno.

Per testo poetico di solito ne intendo uno che ha avuto una lunga gestazione e un lungo periodo di rimaneggiamento, necessari, ovviamente, per dire qualcosa di significativo, almeno nel contesto storico-sociale in qui viviamo. Allo stesso tempo sono convinto che l’atto poetico sia sostanzialmente una funzione del segno o di un insieme di segni: nello specifico quello che fa ragionare sul suo stesso significato – e questo è qualcosa che avviene all’interno dell’interpretante, sia esso il poeta stesso o un lettore qualsiasi.… Leggi il resto »

Pubblico e poeti: una svolta civile?

di Matteo Fantuzzi, Lorenzo Mari, Francesco Terzago, Guido Mattia Gallerani

Nel saggio collettivo, Matteo Fantuzzi s’interroga sul rapporto tra l’ascolto del pubblico e il lavoro dei poeti, portando ad esempio l’attualità della corrente di “Nuova poesia civile” nel nostro panorama. A prova delle capacità d’apertura verso il pubblico di questo modo poetico, Fantuzzi indica Fabio Franzin come autore rappresentativo, in quanto in grado di creare una poesia che parli “non a pochi”.… Leggi il resto »