Tag: antifascismo

10 marzo, Ancona – Assemblea nazionale unitaria di movimento

Sono passati pochi giorni da quando la mano armata di un neo-fascista ha sparato all’impazzata nelle vie di una nostra città alla ricerca delle sue vittime “di razza”. Sono passati pochi giorni da quando migliaia di persone hanno deciso che ad ogni costo il silenzio e le ritualità andavano frantumati, che il clima di complicità con quel gesto infame e l’arroganza di un potere convinto di poter imporre i suoi diktat andavano rovesciati.… Leggi il resto »

Costruire antifascismo oltre l’emergenza

 

di Gaia Benzi

Siamo messi più o meno così: negli scorsi anni di fascismo si parlava come di una cosa morta e sepolta, l’antifascismo sembrava essere superfluo e fuori moda, e dominava la retorica degli “opposti estremismi”; oggi le imprese fascioxenofobe dei militanti di estrema destra hanno conquistato le prime pagine dei giornali, con un effetto cassa di risonanza che non si capisce quanto sia voluto, e quindi criminale, e quanto sia solo incosciente idiozia.… Leggi il resto »

Neofascismo, antifascismo, la (non*) manifestazione, e una passeggiata per Macerata

Macerata, monumento ai caduti

di Renata Morresi

Se esco dal portone e giro a sinistra, basta qualche metro umido di viale per arrivare alla sede del PD che è stata colpita da due colpi di pistola. A destra, ugualmente, una breve passeggiata mi separa da un supermercato dove vado spesso: lì davanti si è accasciato Mahamadou Toure, l’uomo raggiunto al fegato dal primo proiettile sparato in strada sabato scorso.… Leggi il resto »

L’insicurezza del lavoro e le passioni tristi. Contributo per una riflessione antifascista

di Andrea Inglese

C’è tra gli esseri umani, almeno quelli fuoriusciti dall’egemonia del pensiero magico o di quello religioso, la credenza che una buona diagnosi sia indispensabile per una cura efficace. Fuor di metafora, se abbiamo capito cosa è successo a Macerata e dintorni, potremmo cercare di situare l’evento specifico in uno scenario che gli fornisca maggiore intelligibilità. Non so poi, in realtà, se un tale tentativo possa favorire in alcun modo migliori interventi terapeutici.

Quello che abbiamo visto a Macerata e dintorni è il palesarsi di un terrorismo politico di matrice razzista e neofascista, giustificato dalle forze politiche della destra che concorrono oggi alle elezioni legislative. Non solo, ma questa giustificazione ha una solida base nella società “civile”.

Storia

Questa poesia nasce da un racconto molto personale sull’eccidio di Santomoro, avvenuto il 22 giugno 1944. I fatti sono riportati in varie pubblicazioni locali, ultima in ordine di tempo: C’era una volta un torrente che scorreva lungo un piccolo paese, nato su una strada che portava alla Badia… a cura di Laura Bassareo per il Centro Sociale di Santomoro, stampato in proprio nel 2017.… Leggi il resto »

ROBERT DESNOS Questo cuore che odiava la guerra… [Auschwitz – Buchenwald – Flossenbürg – Flöha – Theresienstadt]


di Orsola Puecher

Ci fu nella vita dei molti che scelsero – la resistenza e l’opposizione al nazifascismo – uno stesso momento in cui la necessità della lotta si fece strada in animi così diversi per estrazione sociale, per cultura, fede religiosa, credo politico, nazionalità, ed è questo, ai nostri occhi ormai tiepidi e poco inclini agli imperativi etici, un culmine che ha qualcosa di misterioso e in un certo qual senso incomprensibile, quasi fosse una chiamata ultraterrena, una specie di scelta vocazionale, per i pericoli e le conseguenze fatali che per molti avrebbe comportato, in una quotidiana abitudine alla consapevolezza della possibilità di perdere tutto quello che era stata la loro vita precedente, con la spada di Damocle della morte sempre accanto.

Toujours Charlie? Riflessioni e testimonianze un mese dopo gli attentati di Parigi.

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[Riproponiamo oggi uno speciale apparso su alfabeta2 a un mese dagli eccidi di Parigi. Abbiamo raccolto alcune voci e privilegiato alcuni aspetti, convinti non solo che non sia facile dare una lettura univoca di quegli eventi, ma che non sia neppure necessario. In Francia, intanto, analisi e discussioni continuano, e non solo su legislazioni antiterrorismo e sul potenziale nemico interno, ma anche sulla segregazione sociale e razziale che mina la “République” ben più in profondità degli occasionali massacri realizzati da un piccola minoranza di adepti dell’idiozia e del fascismo di marca religiosa. Articoli di Badiou, Inglese, Donaggio, Buffoni, Rakha, Gallo Lassere. a. i.]

Il 25 aprile di mio padre


di Davide Orecchio

C’è una casa nel corso del tempo dove un uomo non parla, un bicchiere di whisky sta sulla libreria scura, una sigaretta accesa sta sul bordo dello sgabello, un televisore trasmette gli anni settanta, un bambino squaderna sul pavimento il libro di Gianni Rodari, una palla rotola sul parquet scheggiato, un gatto entra dal terrazzo, centinaia di volumi crescono negli scaffali fino al soffitto: di letteratura, storia, teatro, poesia, sociologia, denuncia, compromesso, reazione, rassegnazione, rivoluzione e provocazione.… Leggi il resto »

Marzo ’43. La spallata operaia al fascismo

Milano. Gli operai abbandonano le officine Breda

di Claudio Dellavalle*

Nel mese di marzo di settant’anni fa nell’Italia sconvolta dalla guerra si produsse un fatto inaspettato, che rappresentò la prima vera crepa della dittatura fascista e l’inizio del lungo e drammatico percorso di riconquista della democrazia e della libertà.… Leggi il resto »

Giornalismo e politica nel Ventennio – Quando Corrado Alvaro ritrasse in punta di penna e con qualche problema Luigi Albertini, direttore del Corriere della Sera

di Domenico Talia

  

È un libricino di sole cinquantasei pagine stampato in 32°; dimensioni praticamente uguali a quelle di un iPhone. Quando fu pubblicato, nel 1925, costava 2 lire. Ho ritrovato la prima edizione quasi per caso e l’ho comprata per alcune decine di euro.… Leggi il resto »

“L’amavo troppo la mia patria non la tradite…”


prima facciata dell’ultima lettera scritta da Giancarlo Puecher

  di Orsola Puecher

   In questo tardo Novembre di governi e valori al tramonto, le sorprese non finiscono mai, ma l’ultima cosa che mi sarei aspettata era di trovare, citato su Il Fatto Quotidiano del 14 novembre scorso, il nome, per di più storpiato in Aldo Pucher, di Giancarlo Puecher, partigiano, Prima Medaglia d’Oro al Valor Militare della Resistenza, fucilato a vent’anni, il 23 dicembre 1943 dai miliziani della Repubblica di Salò, e non in un articolo sulla Resistenza, sul valore della memoria, ma, accusato di un omicidio che non ha mai commesso, in un’intervista di Luca Telese ad Alessandro Sallusti, direttore del Il giornale, sobriamente intitolata ⇨ I topi scappano.Leggi il resto »

Ascoltando “Un sopravvissuto di Varsavia” di Arnold Schoenberg

Un sopravvissuto di Varsavia

 

oratorio per voce recitante, coro maschile e piccola orchestra
Testo e Musica di Arnold Schoenberg
op. 46 [ 11 – 23 agosto 1947 ]

Spartito in PDF

Video di Saskia Boddeke & Peter Greenaway

 

I cannot remember everything.
I must have been unconscious most of the time.
I remember only the grandiose moment
when they all started to sing, as if prearranged,
the old prayer they had neglected for so many years
the forgotten creed!
But I have no recollection how I got underground
to live in the sewers of Warsaw for so long a time.

Non posso ricordare ogni cosa
Devo essere rimasto privo di conoscenza il più del tempo.
Ricordo soltanto il grandioso momento
quando tutti cominciarono a cantare,
come si fossero messi d’accordo prima,
l’antica preghiera trascurata per così tanti anni
il credo dimenticato!
Ma non ho memoria di come riuscii sotto terra
a vivere nelle fogne di Varsavia, per un tempo così lungo.