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poesia

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Ida Vallerugo (poeti friulani # 2.1)

testi di Ida Vallerugo, fotografie di Danilo De Marco             Alba sull'Acropoli  Ma mi assale il tempo. Non qui, non ora in quest'alba calma fra queste colonne. Non qui, non ora, in questo silenzio vivo, fra le voci in cui sono nata. Abbiamo un appuntamento, tempo, ma non qui, non ora, in questa perfezione che lenta scompare.   E tu ti torci nella pietra lassù, cavallo, occhio grande, spaventato. Calmati, sei perfetto così. Vuoi tornare alla sua mano, tu. Non è qui...

700

di Gianni Montieri Settecento diviso sette fa cento. Sette file da cento. No, non va bene, ritento Settecento diviso cento fa sette. Cento file da sette sul lungomare, non ci stanno. Divido settecento per dieci: fa settanta, sono morti dieci volte settanta, ordinati sette volte cento, ammassati cento volte sette paga pegno di sale e aritmetica è il regno.

LATTE & LINGUAGGIO – 15, 16 e 17 Maggio 2015 (Biblioteca Chiesa Rossa, via San Domenico Savio 3, Milano)

Il latte è un ingrediente necessario alla fabbricazione di prodotti alimentari. Il linguaggio è un ingrediente necessario alla costruzione del significato. Entrambi sono oggetto di normalizzazione e manipolazione. Il primo da parte della grande industria alimentare. Il secondo da parte dei mezzi di comunicazione di massa. La manipolazione del linguaggio consente inoltre la copertura e la veicolazione del prodotto alimentare.  Sia per il latte sia per il linguaggio si deve parlare di impoverimento e...

4 testi

di Lucia Manetti   SHOCKWAVE FLESH Occhi di mosca slittano sul bordo di saltuarie riflessioni abitative: adesso è l’oscillazione a garantire il contatto dei corpi nell’odore di chiuso delle stanze, come protetti da una squadra, un gruppo, una parola d’ordine, per riorganizzare l’assalto all’inter(n)o numerico - status quo determinato dal costo totale dell’operazione -. Stanno alla pelle gli scheletri come i monti alle cataratte sul finestrino: questo discorso è una rinuncia, un...

Di pietre, di ulivi

di Andrea Donaera Parla a pietre una sull’altra. I Prima di noi i padri, i nonni, le madri tra le dita il giallo vago dei muri e stamattina anche la guida che mostra la pietra porosa, la tocca, è farinosa, la mano sporcata, il turista fa foto ma non alle pareti: alle dita impolverate – a com'è che il tempo passa qui: un secolare e fine sgretolarsi, ...

Non era un problema di artigianato

 di Gherardo Bortolotti / Raosdrome from Ibiza Chillout Soul Remix Qui l'originale. Mi trovavo spesso a dichiarare che la letteratura, comunque, non era un problema di artigianato, di maestria tecnica o di stile. E, per come intendevo io la letteratura, questa era un’affermazione ovvia. La metafora artigiana, tuttavia, era un modo di interpretare la letteratura ancora molto forte. Le ragioni erano varie. Da una parte c’era il fatto che una rappresentazione di questo...

Esce L’Ulisse n.18. Poetiche per il XXI secolo.

L'ULISSE n. 18. Poetiche per il XXI secolo.   INDICE   Editoriale, di Stefano Salvi   IL DIBATTITO IDEE DI POETICA Fabiano Alborghetti Gian Maria Annovi Vincenzo Bagnoli Corrado Benigni Vito Bonito e  Marilena Renda Gherardo Bortolotti Alessandro Broggi Maria Grazia Calandrone Gabriel Del Sarto Giovanna Frene Vincenzo Frungillo Florinda Fusco Francesca Genti Massimo Gezzi Marco Giovenale Mariangela Guatteri Andrea Inglese Giulio Marzaioli Guido Mazzoni Renata Morresi Vincenzo Ostuni Gilda Policastro Laura Pugno Stefano Raimondi Andrea Raos Stefano Salvi Luigi Socci Italo Testa Mary Barbara Tolusso Giovanni Turra Michele Zaffarano   NUOVI CRITICI SUL NOVECENTO Vittorio Sereni di Mattia Coppo Attilio Bertolucci di Giacomo Morbiato Franco Fortini di Filippo Grendene Corrado Costa di Riccardo Donati Anni Novanta. Individui e...

Storie (quattro inediti)

di Damiano Sinfonico     Mi telefona nei momenti sbagliati. Sempre, chiunque. Non rispondo più. Lo faccio apposta. Appare il numero sul display, e mi secca. Lascio correre gli squilli, me ne infischio. Richiamerà più tardi, nel pomeriggio, o alla sera. Chiamerà quando ci sarà qualcuno in casa, non io. La casa diventa una conchiglia. Squilla, squilla, come fosse disabitata. Io mi avvolgo nelle sue pareti bianche, e resto in ascolto. A volte ho la tentazione di staccare la corrente. * Ci tocca questa...

Extraterrestrial Activity #1 : Confessione

di Bob Perelman Gli alieni abitano la mia estetica da decenni. Praticamente dagli anni Settanta. Prima che iniziassi a scrivere come il me attuale, ma giovane. Eppure qualcosa deve essermi accaduto alla memoria, allo spirito di giudizio - è evidente: sono stato condizionato. Le vecchie cose, il bivio nella testa, il mio primo casa base, papà che cade dalla macchina. Io ricordo le parole ma non so tornare indietro. Penso proprio che stiano monitorando le mie sensazioni. È certo: le mie categorie sono...

Autostrada: confine Campania/Puglia

di Umberto di Donato È la linea del confine nell’idea maligna che divide in due la terra, il suo fantasma, spirito di paglia ed erba spada. Di qua inciampo in una storia, di là cambia la regione, la ragione dei fatti, la montagna in due squarciata da pensieri divergenti, da altre burocrazie, da una balza oppure da una rupe, da cespugli double-face. Rumina l’idea sull’assetto divisorio, sul non vissuto, sul non taciuto fantasticare su bigamo e bifronte, sul me due volte molle, su...

Nozioni di marketing ( le avventure di Barabànov e Mariputèn)

di Paolo Gentiluomo *   Una estate per Barabànov non c’era stato mare, o quasi. Giusto un paio di volte c’era stato mare, che era già agosto, mare, e aveva stabilito che quell'agosto senza mare o quasi, quell'estate senza mare o quasi, doveva essere un deciso spartiacque della sua vita. Spartiacque vuol dire una roba in mezzo che poi c’è un di qua e un di là, poteva essere tipo che decideva di non fare più mare d’ora in poi, e allora c’era un prima...

Ditele l’assenza

di Mariasole Ariot Ditele che il giorno ha smesso di parlare, ditele che quando lo scorrere del tempo si inarca la vita diventa processione, ditele che un bambino urla, ditele che la conta delle ore non fa testo, ditele che la testa è piena, ditele che le uova non hanno cornice, ditele che l’insonnia è un’armatura per restare, ditele che la parola si misura in grammi e non in metri,...

“Coniugare un luogo, un tempo e due persone”

di Diego Bertelli Mi dico: non temere questi fogli, togli da sopra i risvolti di polvere e memoria: di quello che hai scritto per lei non svelano niente. Del resto d’inchiostro sulla carta, dalla tua penna a una frase di distanza, non fanno parola: fanno che passi il momento di ogni altra tua storia. *** Tentando un inventario di noi stessi tra le cose spogliamo con lo sguardo il superfluo di cui siamo le parti meno necessarie – nelle forme di un’incolmabile scadenza ne tiriamo le somme e...

Fortini e la poesia come pratica di minoranza

di Andrea Inglese Ho ripreso in mano Fortini, a vent’anni dalla scomparsa, non per celebrarne la figura: non ne possiederei le prerogative, dal momento che non sono né uno studioso della sua opera né ho pretesa, in ambito poetico, di continuarla in qualche forma, per prossimità di temi o di modi. Ma penso di poter testimoniare di un’eredità possibile proponendo, a partire da Fortini, una riflessione sul nesso poesia e...

TerraeMotus [voci, traccia]

Installazione | Performance | Suoni | Visioni Site specific | Rialto Sant’Ambrogio, Roma | 22/02/2015 - dalle ore 19 a cura di Fabio Orecchini  ° di casa in casa, a stanare a far mambassa hanno mannaie e tubi col gas, per amnesie ordinarie, manuali di rito ortodossi al martirio di anime hanno l'anima, l'anonimato li preserva sono abili, abilitati al male pre-ordinato, sono morfine mordono i polsi le caviglie vene in combustione sono muta di cani leccano i...

Sartoria Utopia e la strage di San Valentino

Sartoria Utopia, la capanna editrice di libri cuciti a mano, ideata e curata da Francesca Genti e Manuela Dago, torna con tre volumi traboccanti d'amore in tutte le sue declinazioni: la ristampa di Poesie d'amore per ragazze kamikaze di Francesca Genti, da tempo introvabile; la riedizione aggiornata e con copertina personalizzata (ogni libro è un pezzo unico) del primo libro del catalogo, il Manuale per la Devozione del Fertile Gaudio di...

Light-Poetry (il tempo qui non vale niente)

testi di Mariagiorgia Ulbar fotografie di Gaetano Bellone   C'era una volta Una stanza per stare seduti in cui io mi sdraiavo. Da un ingresso di vetro persone entravano e uscivano. Io rivedo con occhi velati e pupille che guardano dentro primavere snervanti, erbe già marcescenti così tenere acerbe grafie che desidero ancora toccare. Posso dire che c’erano mappe del posto pendenti sulle pareti, la foto di un uomo di pietra con largo cappello, e mostrare cosí un momento del tempo in cui altri non sono...

Essendo il dentro un fuori infinito #5

di Mariasole Ariot Vuotarsi; ci si espone a tutta la pressione dell'universo che ci circonda S. Weil Stamani hanno spostato le poltroncine arancioni : la chiusura dev'essere libera, la porta in entrata e non in uscita, una donna vigila come un arbusto sulla soglia. Allunga uno ad uno gli arti, parla dei suoi cani sfogliando i giornali del 1998. Il tempo è fermo, nessuno se ne cura, le bave delle lumache si...

Luce, di Robert Lax



di Robert Lax

traduzione di Andrea Raos

Along Okema Road

di Glen Sorestad (trad. di Angela D'Ambra / Renata Morresi) Scende la sera su Okema Road I cervi coda-bianca venuti a pascolare emergono dal bosco dove i giorni sono liberi da occhi indiscreti ed intrusioni umane. Nella luce che recede sono insostanziali, uno con la foresta, nel silenzio totale, apparizioni timide, cauti ma curiosi. Langue il fulgore del tramonto; alberi e arbusti sfumano in un unico, in lenta fusione nella notte nera. Per il momento, in questo crepuscolo,...

La borsa di Shaima El Sabbagh

Una lettera in borsa di Shaima El Sabbagh, attivista e poetessa egiziana, uccisa dal regime il 24 gennaio mentre portava fiori rossi a piazza Tahrir, per ricordare l’anniversario delle rivolte del 2011 Non sono sicura Davvero, non era altro che una borsa Ma da quando l’ho persa, sono guai Come affrontare il mondo senza di lei Specialmente Perché le strade ci ricordano insieme I negozi conoscono più lei che me Perché era lei a pagare Riconosce l’odore del mio...

Il mio bambino

di Francesca Genti mi ha detto di quella volta che era un pesciolino nel mare di Norvegia e andava veloce nella corrente con gli altri pesciolini suoi fratelli di qua e di là per l'oceano Atlantico e nel mare di Barents vedeva i fiordi prendeva in giro le balene e se si arrabbiavano scappava fino alla Terra della Regina di Maud poi diventò l'Omino di Pan Pepato “quello vero, mamma” mi ha detto “quello che poi hanno scritto la storia, sono...

Avrei fatto la fine di Turing

di Franco Buffoni Avrei fatto la fine di Alan Turing O quella di Giovanni Sanfratello In mano ai medici cattolici Coi loro coma insulinici E qualche elettroshock. Perché era un piccolo borghese Il mio padre amoroso Non si sarebbe sporcato le mani. Controllando l’impeto iniziale Vòlto allo strangolamento Del figlio degenerato, Ai funzionari appositi Avrebbe delegato La difesa del suo onore. ______________________ Alan Turing (1912-1954) matematico, logico e crittografo inglese, è uno dei padri dell'informatica. Decisivo fu il suo contributo nel decrittare i codici segreti...

Essendo il dentro un fuori infinito #4

di Mariasole Ariot   Il carico di rottura di una ragnatela è confrontabile a quello dell'acciaio. Differisce solo per densità. Nella caduta l'animale sputa il filo che lo porta al punto del desiderio, poi risale alla partenza, avanza di un passo, cade nuovamente e ricomincia. Ha le zampe a pettine, unisce i fili come fossero mani : crea una rete, costruisce una casa. E' una trappola. Emma ha un tappeto di chiodi dietro la schiena. Si dimena, tiene...

Le belle stagioni

di Franz Krauspenhaar   da: WINTER  (INVERNO) 2 Sai, sono di una città di fiume, mio nonno mi amava tanto ma non mi vide mai, solo io nel tempo vedo morti che stanno accanto a me, le mani che quasi  toccano le mie. Io sono di una città di fiume dell'Europa centro-orientale, dove si parlava il tedesco. Da lì mio padre carezzava Puch, il suo cane. Io non parlavo, io non parlavo ancora, lo avrei fatto ben lontano da quel fiume e monti industriali. Vengo dal bianco e...

Stanze di confine

di Emilio Rentocchini 2 A gh’è del gran sgumèdi in gir per l’èra mèsa sfaltèda e mèsa a prê, la lus ch’la tàca a tavanèr tra tèra e gèra la s’ingróggna ogni tant e la s’ardùs davanti a n’èla scura ch’la la sèra e a fa sintìr al cèr d’èsers intrùs in óna guèra a ósta. N’èter dè, straniér da l’univèrs, as dèsda acsè.   Ci sono delle gran sgommate in giro per l’aia metà asfaltata e metà a prato, la...

Nove poesie

di Giorgio Ghiotti La borghesia a perso ho letto sul muro di una sperduta stazione cremasca. Futuro che con occhio diverso ci osservi, da lontano viene l’amore, dalla mano del ragazzo che ha mancato un verbo, caduto in errore, è la prova che abbiamo tutti perso. * Per Amelia Rosselli Se non è perdersi questo andare nella notte da muro a muro di cucina, il sonno che perdesti è un colpo a vuoto in questa casa china su un burrone. C’è chi entra nel bosco con la...

Poesie da La voce delle cose

di Carla de Falco la secca tra carcasse arancio di granchi le cui chele sono inutili per sorte cammino a passo fermo e piedi nudi lungo una cerniera limacciosa. una lunga, umida ferita tra due franti, lacerati lembi azzurri: uno torna vinto alla sua terra l'altro vola libero alla vita. * * * L'odore dell'uva io ricordo l’odore dell’uva che apriva il cuore all’estate raccontando del giorno più chiaro della luce fino dentro ai filari. gravidi chicchi ricurvi e foglie larghe a ventaglio nell’ombra a proteggere...

Da “Canti di un luogo abbandonato”

di Azzurra D'Agostino Chi era qui, chi zappava e mungeva chi insomma c'era non l'avrebbe voluto il crollo del fienile e neanche, inutile dire, questo scrostarsi di pareti, la gramigna tra le fessure del selciato e tutto sommato il mondo l'intero mondo spopolato. Il mondo quello lì, che c'era e pensava alla primavera come a una promessa, la terra del campo spessa come una preghiera. *   Tutto questo verde, le foglie piccole, i gambi, i fili d'erba e poi pistilli...

EREDITÀ ED ESTINZIONE (sette poesie)

di Giovanna Frene   I. Tecnica di sopravvivenza per l’Occidente che affonda   la sostanza è dentro l’occhio ma l’occhio è di vetro   I. si sovrappongono, sembrano a tratti coincidere, si proiettano a poco a poco, in tutta la perfezione si curvano mattoni di fumo, o colpe riversate per non essere proprie, crollate perché alte, e gonfie. piove nero, ad arco. ma non è così.         II. inimmaginabile il pericolo del fango, non se ne parli. esige, una mappa, il secco materiale, seguire l’avanzata se è rapida,...